<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562</id><updated>2011-12-15T03:35:45.539+01:00</updated><title type='text'>Spettacolo Romano -gli appuntamenti di Roma -</title><subtitle type='html'>Spazio Critico Sulle Anteprime Romane</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>60</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116723336916227660</id><published>2006-12-27T16:26:00.000+01:00</published><updated>2006-12-27T22:18:36.696+01:00</updated><title type='text'>CORRIERE ROMANO.IT</title><content type='html'>Tutte le recensioni di Spettacolo Romano sono Su Cinema Romano, la rubrica all'interno di Corriere Romano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.corriereromano.it"&gt;CORRIERE ROMANO.IT&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriereromano.it"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 513px; height: 81px;" src="http://www.corriereromano.it/img/cr-titolo.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Buona Navigazione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116723336916227660?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116723336916227660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116723336916227660' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116723336916227660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116723336916227660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/12/corriere-romanoit.html' title='CORRIERE ROMANO.IT'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116713821501360138</id><published>2006-12-26T13:58:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:18:18.763+01:00</updated><title type='text'>The Prestige</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5918/1846/1600/652807/rendercmsfield1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="304" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5918/1846/320/999076/rendercmsfield1.jpg" width="210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di CHRISTOPHER NOLAN&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con CHRISTIAN BALE, HUGH JACKMAN, MICHAEL CAINE, SCARLETT JOHANNSON&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cc0000;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Londra di fine Ottocento fa da scenario ad un’acerrima rivalità tra due giovani prestigiatori senza scrupoli: tra trucchi e magie, scorrerà copioso il sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traendo spunto da un romanzo, e coadiuvato alla sceneggiatura dal fedele fratello &lt;em&gt;Jonathan&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Christopher Nolan&lt;/em&gt; auto produce il suo nuovo lavoro che segue il bellissimo BATMAN BEGINS e che rientra nella categoria dei film più personali dell’autore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;THE PRESTIGE è un’opera davvero complessa, difficile sia nella visione quanto nella trasposizione sintetica della trama, ricca com’è di colpi di scena, ribaltamenti, trucchi e ammiccamenti. &lt;em&gt;Nolan&lt;/em&gt; vuole giocare con lo spettatore raccontando una sontuosa messa in scena che si struttura su decine di livelli, creando un vortice di sottotesti che disorientano il pubblico ma che si lasciano seguire fino in fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sta qui la grandezza del regista che sollecita l’attenzione di chi guarda senza mai ricercare il semplice colpo ad effetto, cercando la partecipazione del pubblico come un qualsiasi buon prestigiatore. La storia è davvero intrigata ma &lt;em&gt;Nolan&lt;/em&gt; riesce a renderla al meglio tenendosi saggiamente lontano da appariscenti preziosismi di regia, ed anzi con uno stile asciutto condensa sapientemente i virtuosismi nella sceneggiatura e nel montaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dietro ad una confezione di grandissima qualità, con un cast monumentale e l’apparenza del film di genere, THE PRESTIGE nasconde un vero e proprio saggio sulla messa in scena, che sebbene a livello narrativo è inerente alla magia, non si fatica in realtà ad accostarlo ai trucchi del cinema stesso (non a caso le vicende si svolgono agli albori del cinematografo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Film coraggioso e appassionante, complesso e godibile, contiene le migliori qualità non tanto nei continui colpi di scena, che con la frequenza con cui si susseguono rischiano a volte di essere intuibili (su tutti quello finale), quanto nei rovesciamenti che questi determinano nelle proprietà dei personaggi e delle situazioni, disorientando lo spettatore che non sa mai per chi parteggiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116713821501360138?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116713821501360138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116713821501360138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116713821501360138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116713821501360138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/12/prestige.html' title='The Prestige'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116713754713695789</id><published>2006-12-26T13:48:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:18:48.220+01:00</updated><title type='text'>Un' Ottima Annata</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5918/1846/1600/509338/rendercmsfield.jsp.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 196px; CURSOR: hand; HEIGHT: 268px" height="302" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5918/1846/320/236614/rendercmsfield.jsp.jpg" width="213" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di RIDLEY SCOTT&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con RUSSELL CROWE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per occuparsi della vendita di una vigna in Francia che lo zio gli lascia in eredità, il londinese Max intraprende quello che nelle intenzioni deve essere un breve viaggio. Ma tra bei tramonti, bevute di vino, dolci ragazze e ricordi d’infanzia, il burbero Max scoprirà una nascosta sensibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torna la coppia del fortunato IL GLADIATORE: il regista &lt;em&gt;Ridley Scott&lt;/em&gt; ritrova &lt;em&gt;Russell Crowe&lt;/em&gt; in una pellicola lontana dalle megaproduzioni hollywoodiane, cui solitamente entrambi fanno parte, che si svolge con fin troppa spensieratezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN’ OTTIMA ANNATA ha tutti gli ingredienti per infastidire soprattutto il pubblico del vecchio continente visto come ne descrive i luoghi e le abitudini, nello specifico siamo nella Provenza francese, con una visione imbarazzante per quanto stereotipata. Ma il film non è piaciuto nemmeno agli americani che ne hanno decretato un sonoro flop al botteghino, forse perché lo stesso percorso narrativo, che ha tutto il sapore della favola moderna, non esce da uno schematismo di una prevedibilità disarmante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parabola del cinico broker che riscopre i valori della vita grazie al riemergere del passato e alla lezione di persone dai sani principi (su tutti il defunto zio, davvero insopportabile), rischia di non appassionare proprio nessuno, visto anche come &lt;em&gt;Scott&lt;/em&gt; banalizza entrambe le facce del protagonista. In fondo una chiave di lettura dell’operazione sta proprio in questa voluta superficialità con cui il regista ci immerge nella descrizione dei personaggi e degli ambienti: UN’ OTTIMA ANNATA nella sua piattezza non ha nulla di realistico e sincero, e in quanto tale si lascia vedere rischiando anche di appassionare, ma come un racconto spensierato che si dimentica in pochi minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116713754713695789?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116713754713695789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116713754713695789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116713754713695789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116713754713695789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/12/un-ottima-annata.html' title='Un&apos; Ottima Annata'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116647670734791825</id><published>2006-12-18T22:07:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:19:16.623+01:00</updated><title type='text'>Commediasexi</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.zacinto.net/home/fotoarticoli/975511178193982171639057926541984572969730108312080210_1294.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 194px; CURSOR: hand; HEIGHT: 276px" height="321" alt="" src="http://www.zacinto.net/home/fotoarticoli/975511178193982171639057926541984572969730108312080210_1294.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di ALESSANDRO D’ALATRI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con SERGIO RUBINI, PAOLO BONOLIS, ELENA SANTARELLI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;*&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Intreccio da pettegolezzi tra il politico Bonfili, la velina Martina e l’autista Mariano. Tra Roma e Parigi, Montecitorio e il salotto di Porta a Porta, il caso diventerà di portata nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovo lavoro per &lt;em&gt;Alessandro D’Alatri&lt;/em&gt;: COMMEDIASEXI segue il fortunato LA FEBBRE e si pone come alternativa alle atroci commedie natalizie nostrane, contando su di un cast ricco e di stampo anche televisivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il regista usa gli ingredienti della commedia italiana, quella più vicina alla farsa, per raccontarci uno spaccato attuale di scandali, veline, politici mediocri e amanti. Gli ingredienti per incuriosire un’ampia fascia di pubblico sulla carta ci sono e l’idea di coinvolgere come protagonista &lt;em&gt;Paolo Bonolis&lt;/em&gt; può sembrare azzeccata. Come nelle altre opere il regista punta più in alto di quanto apparentemente possa sembrare, e la seconda parte della storia assume connotati più ampi, con tradimenti, rappacificamenti e curiosi perdoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato che il film si ripieghi frettolosamente negli stessi stereotipi che vorrebbe sbeffeggiare, finendo per diventare un canovaccio anonimo e sgangherato. Nonostante la presenza di &lt;em&gt;&lt;a href="http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/03/la-terra.html"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Sergio Rubini&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;D’Alatri&lt;/em&gt; non riesce a congegnare gag memorabili, e il riso affiora solo di rado contribuendo ad accrescere una certa pesantezza nel racconto con una coda narrativa davvero pasticciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bonolis&lt;/em&gt; che gradualmente si trasforma in una brutta copia di &lt;em&gt;Sordi&lt;/em&gt; è rimandabile, la &lt;em&gt;Santarelli&lt;/em&gt;, velina che si presta alla recitazione (nella finzione così come nella realtà), è bocciata.&lt;br /&gt;Certo che se lo si mette sulla scala di valori delle nostre uscite natalizie, COMMEDIASEXI rischia di passare per un capolavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116647670734791825?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116647670734791825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116647670734791825' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116647670734791825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116647670734791825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/12/commediasexi.html' title='Commediasexi'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116647571106156284</id><published>2006-12-18T21:55:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:23:44.153+01:00</updated><title type='text'>DéJà VU-Corsa Contro il Tempo</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.popmatters.com/images/news_art/d/deja-vu-poster.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 209px; CURSOR: hand; HEIGHT: 283px" height="430" alt="" src="http://www.popmatters.com/images/news_art/d/deja-vu-poster.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di TONY SCOTT&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con DENZEL WASHINGTON, VAL KILMER&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;**&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indagando in merito ad un attacco terroristico, un agente dell’ATF è messo a conoscenza di un’unità speciale governativa capace non solo di spiare il passato, ma eventualmente anche cambiarlo. Partendo da una giovane donna, apparentemente morta nell’attacco, il protagonista riuscirà a ricostruire un complicato puzzle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovo lavoro per il meno noto dei fratelli &lt;em&gt;Scott&lt;/em&gt;: la storia si svolge nella New Orleans post Katrina, ma gli accenni al disastro sono minimi e la scelta della location pare casuale, e i ritmi sono quelli del thriller poliziesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai lo stile del regista è risaputo e senza sorprese: primi piani alternati a virtuose panoramiche, fotografia da spot e montaggio frenetico. DéJà VU si regge su di un intreccio piuttosto articolato che include salti temporali, colpi di scena e parecchi finali. Certo non bisogna aspettarsi troppo, ed anzi la storia tra incongruenze e ripetizioni scopiazza a man bassa (un po’ MINORITY REPORT, un po’ L’ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE), ma il ritmo non manca e nonostante qualche minuto di troppo la tensione regge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente &lt;em&gt;Scott&lt;/em&gt; non è attratto da alcune potenzialità del copione: su tutte la messa in scena di un film nel film, con il protagonista e la sua squadra che davanti ad uno schermo guardano il passato in cerca d’indizi, lasciando così che tutto si risolva in un modesto e risaputo action movie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116647571106156284?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116647571106156284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116647571106156284' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116647571106156284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116647571106156284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/12/dj-vu-corsa-contro-il-tempo.html' title='DéJà VU-Corsa Contro il Tempo'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116593518748081506</id><published>2006-12-12T15:45:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:20:32.316+01:00</updated><title type='text'>Cuori</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5918/1846/1600/901217/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 222px; CURSOR: hand; HEIGHT: 282px" height="292" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5918/1846/320/311826/locandina.jpg" width="236" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di ALAN RESNAIS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con SABINE AZéMA, LAMBERT WILSON, ANDRE’ DUSSOLLIER&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;**&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da Thierry, un agente immobiliare che tenta di accasare una coppia in crisi, a Charlotte, una religiosa che conduce un esistenza anonima e molto devota, si sussegue l'esistenza incrociata di alcuni personaggi che vivono in una Parigi innevata e fredda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CUORI di &lt;em&gt;Alain Resnais&lt;/em&gt;, leone d'argento per la miglior regia al festival di Venezia, mette in risalto uno dei tanti sopravvissuti ormai quasi novantenni del cinema francese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il regista sceglie di raccontare il film con la solita struttura corale ad incroci (i protagonisti hanno sempre modo di ritrovarsi in un albergo, nelle case e negli uffici): inizialmente con uno stile leggero che guarda alla commedia amara, raccontando i personaggi con un linguaggio sobrio pur con alcune licenze (vedi le transazioni tra una scena e l'altra attraverso una nevicata che non sembra essere solo esterna, ma pervadere interiormente ogni singolo personaggio). Una scelta estetica che prevede spesso piani sequenza con lievi movimenti di macchina e al massimo qualche zoomata su particolari, tutto con una fotografia elegante e mai banale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema centrale dell'opera è il raggiungimento della felicità sentimentale: tutti i personaggi di CUORI sono degli eterni solitari alla ricerca del confronto e del chiarimento con il prossimo.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Resnais&lt;/em&gt;, se prima come si era detto sceglie dei toni ironici e leggeri, fa poi emergere il dramma e la sconfitta in un finale dalle tinte cupe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una riflessione quindi sulla solitudine dell'essere umano, il quale può affrontare crisi di coppia, morti, situazioni familiari pesanti ma sembra uscirne sempre solo e inadeguato. Uno spaccato - forse - di una generazione ancora alla ricerca della propria identità affettiva.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Resnais&lt;/em&gt; cerca di mettere troppo "tocco d'autore" e a volte il suo stile rischia un fastidioso poeticismo, dove viceversa a volte la leggerezza rasenta il superficiale.&lt;br /&gt;Quello che rimane è una parabola umana diretta con stile, classe ed esperienza cinematografica. ma con qualche scena e parola di troppo. Il classico film leggero (ma non troppo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FRANCESCO PICERNO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116593518748081506?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116593518748081506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116593518748081506' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116593518748081506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116593518748081506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/12/cuori.html' title='Cuori'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116593442890731284</id><published>2006-12-12T15:34:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:25:25.766+01:00</updated><title type='text'>Le Rose Del Deserto</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.university.it/immaginiarticoli/20061127111957le%20rose%20del%20deseerto.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 178px; HEIGHT: 251px" height="374" alt="" src="http://www.university.it/immaginiarticoli/20061127111957le%20rose%20del%20deseerto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di MARIO MONICELLI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con MICHELE PLACIDO, ALESSANDRO HABER, GIORGIO PASOTTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;*&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1940: nel deserto della Libia un plotone sanitario italiano aspetta la fine della guerra con fiducia. Isolati dal resto della battaglia i ragazzi ammazzano il tempo, ma la tragedia è alle porte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovo lavoro per l’ultranovantenne &lt;em&gt;Mario Monicelli&lt;/em&gt;: contando su un cast variopinto che vede coinvolte giovani star come &lt;em&gt;Pasotti&lt;/em&gt; ed attori di garanzia quali P&lt;em&gt;lacido&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Haber&lt;/em&gt;, il regista toscano torna negli anni Quaranta per raccontare delle truppe italiane in Libia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’affresco che ne esce è pieno di disincanto, con semplici ragazzi trascinati in operazioni superflue (l’impegno maggiore sembra quello di costruire un cimitero) e che, nonostante il tono leggero classico del regista, saranno coinvolti in tragici epiloghi. La guerra, oltre ad essere inutile, rende disumani e cattivi; questo sembra volerci dire &lt;em&gt;Monicelli&lt;/em&gt; che non disdegna accenni all’attualità (si parla di una democrazia da portare nel mondo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La critica italiana non ha avuto dubbi osannando l’ultima fatica del regista sottolineandone lo stile asciutto e diretto. In realtà ci si trova di fronte ad un cinema troppo approssimativo: l’elementare messa in scena più che voluta sembra inevitabile e decisamente anonima, come la scrittura che non riesce a rendere credibile nemmeno un personaggio. &lt;em&gt;Monicelli&lt;/em&gt; sembra disinteressato da tutti gli aspetti tecnici: la musica entra sempre quando non dovrebbe, le scene sono tagliate nei momenti meno opportuni e alcune gag (vedi il personaggio del generale interpretato da &lt;em&gt;Tatti Sanguineti&lt;/em&gt;) ripetute fino alla noia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune sequenze si salvano (pensiamo al matrimonio/funerale o a qualche chiacchiera tra i soldati), ma su tutto regna la malinconia di un cinema che vorrebbe con leggerezza trattare grandi argomenti ma che al contrario risulta faticoso e innocuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116593442890731284?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116593442890731284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116593442890731284' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116593442890731284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116593442890731284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/12/le-rose-del-deserto.html' title='Le Rose Del Deserto'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116524633793566432</id><published>2006-12-04T16:30:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:26:15.230+01:00</updated><title type='text'>Grizzly Man</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.astor-theatre.com/images/in-line/posters/postersG/grizzly-man.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 190px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 274px" height="362" alt="" src="http://www.astor-theatre.com/images/in-line/posters/postersG/grizzly-man.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di WERNER HERZOG&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="COLOR: rgb(204,0,0);font-family:verdana;" &gt;***&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver vissuto per ben tredici anni a contatto con gli orsi, l’americano Timothy Treadwell viene sbranato insieme alla compagna pochi giorni prima di rientrare da una delle numerose missioni.&lt;br /&gt;Eccentrico, solitario, vitale e cupo, il personaggio è amato ed odiato sfrontatamente dalle persone, ma quel che a lui sembra interessare è solo il rapporto con i suoi adorati grizzly.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo averci raccontato il nostro pianeta tramite le confessioni di un extraterrestre rielaborando materiale video di vecchie spedizioni nel precedente L’IGNOTO SPAZIO PROFONDO, oggi con GRIZZLY MAN il regista tedesco realizza un nuovo documentario questa volta ben radicato come temi e immagini nella realtà odierna della nostra terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Herzog&lt;/em&gt; costruisce il suo lavoro partendo dalle autentiche riprese realizzate dal protagonista Timothy Treadwell, sorprendenti testimonianze di un lavoro pericoloso e affascinante protrattosi per ben tredici anni, alternandole ai racconti degli amici, degli esperti del settore e di chi ha curato l’autopsia dei due morti. Su tutto spiccano gli interventi dello stesso regista tedesco che accompagna la visione a volte interagendo direttamente con i personaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film non è il semplice racconto di un’avventura curiosa, né lo scavo nella mente di un uomo particolare, rappresentato com’è in tutte le sue contraddizioni, gli sfoghi affettuosi e d’ira degni di un bambino. Bensì &lt;em&gt;Herzog&lt;/em&gt; tramite la doppia messa in scena (la sua e quella di Treadwell) ci racconta il nostro mondo, costruendo una vera parabola sul rapporto dell’umanità con il proprio territorio, sia quello primitivo che quello moderno, dove il primo, che si regola su leggi più semplici (quelle della natura) risulta più pericoloso della complessa realtà moderna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il contenuto dell’opera si spinge oltre contenendo in se l’inquietante presenza della morte che riappare in continuazione: sebbene mai mostrata, la tragica fine di Treadwell e compagna riaffiora costantemente nei racconti truculenti di chi ha ritrovato i corpi sbranati, e ancor più nella testimonianza audio che saggiamente &lt;em&gt;Herzog&lt;/em&gt; tiene nascosta sia agli amici che agli spettatori, sobbarcandosi lui stesso il peso di un ascolto straziante. Così che il film si amplia in una riflessione sui limiti umani e del cinema, sulla visione e la rappresentazione, con il fascino e l’inquietudine che solo le grandi opere sanno avere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116524633793566432?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116524633793566432/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116524633793566432' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116524633793566432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116524633793566432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/12/grizzly-man_04.html' title='Grizzly Man'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116524316608803659</id><published>2006-12-04T15:36:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:27:28.546+01:00</updated><title type='text'>Babel</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.tobis.de/home/files/1149259671_210_BAbel_palakt_gescannt.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 184px; CURSOR: hand; HEIGHT: 292px" height="448" alt="" src="http://www.tobis.de/home/files/1149259671_210_BAbel_palakt_gescannt.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di ALEJANDRO GONZALES INARRITU&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con BRAD PITT, CATE BLANCHETT&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Storia corale, che passa con disinvoltura dal Messico al Marocco, dal Giappone agli Stati Uniti, tra solitudini, incomprensioni e rappacificamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo film di &lt;em&gt;Alejandro Gonzales Inarritu&lt;/em&gt; ricalca lo stile e le tematiche delle precedenti opere AMORES PERROS e 21 GRAMMI, ed all’ultimo festival di Cannes ha ottenuto il riconoscimento per la miglior regia.&lt;br /&gt;Il regista messicano ormai è richiestissimo a Hollywood e una fila di star desidera lavorarci: qui è il turno di &lt;em&gt;Brad Pitt&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Cate Blanchett&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ambizione di BABEL è davvero alta e il racconto si sviluppa su quattro grandi tronchi narrativi che, sebbene si svolgano in parti opposte del pianeta, sono fortemente legati.&lt;br /&gt;Due coniugi americani rimangono bloccati in un paesino del Marocco dove il marito assiste la moglie ferita da un proiettile vagante; a poca distanza due ragazzini del luogo cercano di nascondere alla propria famiglia e alla polizia locale di essere i colpevoli del ferimento dell’americana; come se non bastasse i figli degli sfortunati turisti vivono terribili disavventure persi nel deserto messicano con la tata; intanto in Giappone una ragazzina sordomuta non riesce ad avere il primo rapporto sessuale e soffre per il suicidio della madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma in questo calderone &lt;em&gt;Inarritu&lt;/em&gt; si sente un grande autore riprendendo le storie con stili diversi e costruendo a tavolino scene madri, tutto per raccontarci un mondo crudele dove regna la difficoltà di comunicazione. Ma per fare questo concentra una serie inverosimile di avvenimenti, tutti virati all’eccesso, accanendosi contro i personaggi e lo spettatore, finendo con un inquietante gusto che lo porta o a inferire sugli innocenti o a superficiali lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dispiace che molti, tra spettatori e addetti ai lavori, ancora caschino su operazioni del genere, finte e di maniera come la brizzolatura di &lt;em&gt;Pitt&lt;/em&gt; o il vestito lacerato della tata nel deserto messicano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116524316608803659?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116524316608803659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116524316608803659' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116524316608803659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116524316608803659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/12/babel.html' title='Babel'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116471898177411169</id><published>2006-11-28T13:58:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:28:34.736+01:00</updated><title type='text'>Il Labirinto Del Fauno</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.everyeye.it/public/immagini/11232006/c_panslab.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 145px; CURSOR: hand; HEIGHT: 228px" height="351" alt="" src="http://www.everyeye.it/public/immagini/11232006/c_panslab.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di GUILLERMO DEL TORO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con SERGI LOPEZ&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;**&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spagna 1944. Mentre nelle campagne impazzano ancora scontri a fuoco tra i ribelli e l’esercito spagnolo, la piccola Ophelia vive vicende fiabesche scoprendo sottoterra un mondo nascosto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL LABIRINTO DEL FAUNO, presentato erroneamente come horror all’ultimo festival di Cannes, segue come stile e tematiche LA SPINA DEL DIAVOLO sempre di &lt;em&gt;Guillermo Del Toro&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autore dopo alcuni film hollywoodiani su commissione, sembra aver preso la strada di un proprio cinema e di una propria poetica che cerca di far convergere il fantasy con lo storico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui siamo nella metà del secolo scorso, nelle campagne spagnole dove piccoli gruppi di ribelli tentano di opporsi al regime franco. L’esercito ispanico è rappresentato da un crudelissimo generale senza scrupoli (interpretato con grande carisma da &lt;em&gt;Sergi Lopez&lt;/em&gt;) che si divide tra carneficine e torture e l’attenzione verso la consorte incinta. In questo clima si staglia la figura innocente della primogenita della moglie del cattivo, cui identità del padre resta ignota, protagonista di fantastiche avventure tra fate, mostri e il fauno del titolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A &lt;em&gt;Del Toro&lt;/em&gt; non manca di certo la fantasia, e oltre alla bellissima confezione (impeccabile la fotografia e la realizzazione dei personaggi fantastici), padroneggia con classe il ritmo narrativo alternando abilmente le due tracce del racconto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che convince meno è la contrapposizione tra i due mondi dove alla fine quello “reale” risulta paradossalmente più artificioso di quello fantastico, con il generale che sin dal principio sembra più l’orco cattivo delle favole e al cui confronto i mostri che si celano nel sottoterra sembrano innocui pupazzoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo questo doveva essere l’effetto desiderato dall’autore, ma il tutto indebolisce la scivolata romantica che pretende di non chiarire quanto il fauno e compagnia siano solo elementi dell’immaginazione della bambina. Tanto che il finale, per quanto affascinante e colorato, rischia di lasciare delusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116471898177411169?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116471898177411169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116471898177411169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116471898177411169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116471898177411169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/il-labirinto-del-fauno.html' title='Il Labirinto Del Fauno'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116471866174780604</id><published>2006-11-28T13:52:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:43:05.466+01:00</updated><title type='text'>I Figli Degli Uomini</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.cremaonline.it/cinema/locandine/figli.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 126px; CURSOR: hand; HEIGHT: 197px" height="480" alt="" src="http://www.cremaonline.it/cinema/locandine/figli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di ALFONSO CUARòN&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con CLIVE OWEN, MICHAEL CAINE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;** &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inghilterra, 2027. Il mondo è attraversato da due flagelli solo apparentemente scollegati: l’infertilità delle donne e una guerra tra stati e immigrati clandestini. Tra attentati terroristici, guerriglie e sangue versato, forse c’è ancora una possibilità di salvezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentato all’ultima mostra del cinema di Venezia, I FIGLI DEGLI UOMINI di &lt;em&gt;Alfonso Cuaròn&lt;/em&gt; ha ottenuto critiche contrastanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scena si svolge in tre luoghi. Londra, riconoscibile ma mille volte più grigia, cupa, sporca e violenta, dominata dal terrore e dalle forze militari. La campagna inglese, che fa da base ai terroristi e dà riparo a vecchi dissidenti, apparente oasi di tranquillità. Infine una (immaginiamo) irriconoscibile Brighton, cumulo di macerie, teatro di scontri incessanti tra forze militari, immigrati, e non meglio precisate bande islamiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aspetto più riuscito del film è la rappresentazione esterna di un futuro troppo vicino e simile per certi versi al nostro presente per non risultare inquietante. Si tratta di un futuro di regresso morale, civile, ed anche tecnologico.&lt;br /&gt;I difetti, che riguardano principalmente la sceneggiatura, sono tuttavia fatali. In primo luogo, per quanto realistico possa sembrare questo apocalittico 2027, ci viene detto poco o niente su come l’umanità abbia saputo ridursi così. Forse &lt;em&gt;Cuaròn&lt;/em&gt; ritiene che le cause della rovina siano già ora davanti ai nostri occhi se solo cerchiamo di vedere meglio? Anche ad essere pessimisti, ciò sembra francamente incredibile.&lt;br /&gt;Inoltre, alcuni dettagli non sono del tutto chiari: non è chiara la dialettica interna al gruppo terrorista cui è coinvolto il protagonista Theo (un &lt;em&gt;Clive Owen&lt;/em&gt; più in parte del solito); né è chiara la natura del Progetto Umano, fatiscente organizzazione che dovrebbe portare in salvo l’umanità futura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È vero, il film gioca in gran parte sui ritmi dell’inseguimento e della fuga salvifica, ma le pause che pure vi sono (ad esempio, nella casa di campagna di &lt;em&gt;Michael Caine&lt;/em&gt;) non offrono sufficienti spazi per la riflessione e il chiarimento, ma sono solo il luogo della nostalgia per il mondo che fu—anche per mezzo di una colonna sonora, i cui interventi non sembrano sempre opportuni, e che va dai &lt;em&gt;King Crimson&lt;/em&gt; fino ai &lt;em&gt;Rolling Stones&lt;/em&gt; rimaneggiati da &lt;em&gt;Franco Battiato&lt;/em&gt; (!).&lt;br /&gt;Infine, sembra anche che manchi una certa profondità nella delineazione dei protagonisti e delle loro storie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film parte insomma da un’idea intrigante e una messinscena a prima vista persuasiva (grazie a lunghi piani sequenza davvero pirotecnici), ma non riesce a dare sviluppo adeguato ad una storia che sia in grado di presentare tutta la complessità che un soggetto tanto ambizioso richiede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FRANCESCO ORSI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116471866174780604?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116471866174780604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116471866174780604' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116471866174780604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116471866174780604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/i-figli-degli-uomini.html' title='I Figli Degli Uomini'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116454601529072683</id><published>2006-11-26T13:54:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:29:46.226+01:00</updated><title type='text'>Marie Antoinette</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.a-film.nl/film/poster/RELx550/00001671.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 207px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px" height="389" alt="" src="http://www.a-film.nl/film/poster/RELx550/00001671.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di SOFIA COPPOLA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con KRISTEN DUNST&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giovanissima e futura regina di Francia, è costretta a lasciare la famiglia e raggiungere il promesso marito a Versailles. Qui entrerà in una nuova e difficile fase della propria vita dove non la potrà accompagnare nemmeno il suo fedele cagnolino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorno al cinema per la figlia di &lt;em&gt;Francis Ford Coppola&lt;/em&gt;: accolto in maniera discordante all’ultimo festival di Cannes, MARIE ANTOINETTE segue il fin troppo osannato LOST IN TRASLATION.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’atmosfera è la stessa, con personaggi perlopiù femminili, persi in ambienti che non conoscono, che dopo piccole ribellioni finiscono per assuefarsi. Perché la &lt;em&gt;Coppola&lt;/em&gt; è andata fin nella Francia del XVIII° secolo per raccontare una sorta di maturazione e di passaggio dall’età infantile a quella adulta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giovane sposa di Luigi XIV è raccontata nell’essenza quotidiana, nello stupore che una povera fanciulla manifesta di fronte a tradizioni ossessive e ripetitive che ne impediscono una vita normale. Lo sfarzo della corte di Versailles è tanto luminoso quanto labirintico per la protagonista, costretta a procreare nel più breve tempo possibile e appoggiata dall’amicizia di poche coetanee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra musiche e balli (soprattutto con brani dei nostri tempi, gran colpo di genio!), dolci e bei tramonti, lo spettatore rischia di immedesimarsi sin troppo con la protagonista (la deliziosa &lt;em&gt;Kristen Dunst&lt;/em&gt;); ma forse è la stessa &lt;em&gt;Coppola&lt;/em&gt; che soffre di questa identificazione, finendo per non padroneggiare il film e perdendosi tra le immense scenografie francesi (dimenticandosi anche del cagnolino della regina). Ecco così che il film si ripete fino alla noia e il gioco, chiaro sin dalle primissime scene, rischia di apparire come un inutile spreco di denaro (sia della produzione che dello spettatore).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116454601529072683?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116454601529072683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116454601529072683' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116454601529072683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116454601529072683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/marie-antoinette.html' title='Marie Antoinette'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116454567157708611</id><published>2006-11-26T13:48:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:41:34.510+01:00</updated><title type='text'>Quale Amore</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5918/1846/1600/374773/5316a2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="271" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/5918/1846/320/379984/5316a2.jpg" width="185" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di MAURIZIO SCIARRA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con GIORGIO PASOTTI, VANESSA INCONTRADA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;*&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante una sosta, prima in aeroporto poi in albergo, Andrea racconta ad uno sconosciuto la sua tragica storia: giovane banchiere svizzero, nell’arco di pochi anni trova moglie e mette su famiglia. Peccato che nel giro di poco tempo perda il senno e per gelosia, o chi sa che altro, ammazzi a pugnalate la bella moglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partendo da una complessa opera di &lt;em&gt;Tolstoj&lt;/em&gt; (La sonata a Kreutzer) a &lt;em&gt;Sciarra&lt;/em&gt; riesce il miracolo di spogliare completamente il film di tutte le qualità del romanzo: sia per quanto riguarda la violenta denuncia contro l’istituzione del matrimonio nella borghesia russa, che qui è trasformata in sterili monologhi contro i mulini a vento, quanto nella tensione narrativa che nel film è completamente assente. Così come nel tratteggio dei personaggi che si limita ad un protagonista rigido e freddo, interpretato malamente da &lt;em&gt;Giorgio Passotti&lt;/em&gt; cui va la scusante di dover recitare battute inascoltabili, e una &lt;em&gt;Vanessa Incontrada&lt;/em&gt; che non ripaga lo spettatore dei suoi ridicoli spasmi d’estasi musicale nemmeno con le decine di scene di generoso nudo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che l’operazione è completamente sbagliata si capisce sin dal principio, quando un’inutile inquadratura in digitale segue un aereo di linea in mezzo alle nuvole (e ci si chiede se ci si ritrova di fronte ad uno spot che precede il film). Fan tenerezza &lt;em&gt;Arnoldo Foà&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Maria Schneider&lt;/em&gt;: il primo costretto, alla faccia della verosimiglianza, a sorridere e sdrammatizzare i racconti di uno spietato uxoricida, la seconda relegata in un ruolo avulso.&lt;br /&gt;Da cartolina anche la Svizzera raccontata nei flash back, immancabilmente fredda, grigia, silenziosa e ordinata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116454567157708611?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116454567157708611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116454567157708611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116454567157708611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116454567157708611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/quale-amore.html' title='Quale Amore'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116394318308397571</id><published>2006-11-19T14:29:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:30:57.180+01:00</updated><title type='text'>Flags Of Our Fathers</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/60/204986757_170fee090d_o.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 202px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 279px" alt="" src="http://static.flickr.com/60/204986757_170fee090d_o.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di CLINT EASTWOOD&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con RYAN PHILLIPPE, ADAM BEACH&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="COLOR: rgb(204,0,0);font-family:verdana;" &gt;***&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penalizzato da un’inadeguata promozione e distribuzione sia in patria che da noi (qui non s’è nemmeno visto un trailer) FLAGS OF OUR FATHERS è il primo capitolo di un’ambiziosa rilettura della battaglia di Iwo Jima del vecchio &lt;em&gt;Eastwood&lt;/em&gt;: difatti a breve seguirà il film che racconta la terribile guerra vissuta dai giapponesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se per decenni l’attore-regista è stato sottovalutato, oggi, viste le reazioni a questo nuovo film, dai più resta ancora incompreso: retorico o antiretorico, patriottico o antiamericano, classico o spielberghiano? Incredibile come molta critica si sia divisa su questi aspetti. In realtà del collega qui produttore, &lt;em&gt;Eastwood&lt;/em&gt; sembra scimmiottare lo sbarco di SALVATE IL SOLDATO RYAN, confezionando una prima parte molto spettacolare che poi viene lentamente ribaltata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il regista si appropria per l’ennesima volta (dopo il western, lo sportivo, il giallo) di un genere portante del cinema americano, quello bellico, per rivoluzionarlo dall’interno, sgretolandone gli stereotipi: il plotone dei tre protagonisti è fatto fuori con un magistrale crescendo di flash back contrapposto al falso alza bandiera messo in scena nello stadio. Proprio in quel momento, tornando nel punto in cui avevano incominciato a riemergere i ricordi della guerra, facendo punto a capo inizia il vero film di &lt;em&gt;Eastwood&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se in Italia si fossero presi almeno la briga di tradurre il titolo (Le bandiere dei nostri padri) molti non avrebbero commesso l’imperdonabile ingenuità di vedere nell’ultima parte del film, quella che appunto parla più direttamente dei padri del titolo, un’inutile coda patetica fuori delle corde del regista. Invece è tutto lì il film: solo alla fine &lt;em&gt;Eastwood&lt;/em&gt; spoglia (anche letteralmente vista la meravigliosa scena finale) i personaggi e il film di tutta la messa in scena, sia quella di un paese che vende una guerra tramite una foto falsa, che quella di una realtà irraccontabile anche tra padri e figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Opera imperfetta, forse perché troppe menti autonome vi hanno messo le mani (oltre alla produzione di &lt;em&gt;Spielberg&lt;/em&gt; non bisogna dimenticare la sceneggiatura di &lt;em&gt;Paul Haggis&lt;/em&gt;) e perché non riesce e non vuole essere un film di personaggi; FLAGS OF OUR FATHERS, col suo svolgimento anche contorto e altalenante, ha però la forza del grande cinema, epico ed intimo allo stesso tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116394318308397571?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116394318308397571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116394318308397571' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394318308397571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394318308397571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/flags-of-our-fathers.html' title='Flags Of Our Fathers'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116394215939714247</id><published>2006-11-19T14:09:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:31:35.570+01:00</updated><title type='text'>The Departed</title><content type='html'>&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 174px; CURSOR: hand; HEIGHT: 286px" height="320" alt="" src="http://www.jacknicholson.org/departed-poster2.jpg" border="0" /&gt;di MARTIN SCORSESE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con LEONARDO DI CAPRIO, MATT DAMON, JACK NICHOLSON&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due giovani poliziotti vivono parallelamente il rovescio della medaglia della carriera: uno raccomandato e corrotto raggiunge subito i gradi più alti, l’altro cresciuto da solo si ritrova infiltrato in una banda di malavitosi. Lo svolgimento della storia riserverà infinite sorprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atteso ritorno di &lt;em&gt;Scorsese&lt;/em&gt; al gangster movie (o almeno qualcosa di simile) dopo il deludente polpettone THE AVIATOR.&lt;br /&gt;Con un cast di lusso e una sceneggiatura intrigante, il regista condensa in un solo film una trilogia orientale raccontando un complesso intrigo tra poliziotti corrotti, talpe e contro talpe e boss cattivissimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risulta davvero incredibile come quasi unanimemente la critica italiana abbia presentato in pompa magna, sin dalla proiezioni in anteprima a Roma, il nuovo film del regista come punto più alto della sua carriera. In realtà ci si ritrova di fronte ad un film incalzante e divertente, ma costruito volontariamente per eccessi: &lt;em&gt;Nicholson&lt;/em&gt; non sarà mai &lt;em&gt;De Niro&lt;/em&gt;, ed il suo personaggio è inevitabilmente sopra le righe, senza fascino e troppo teatrale, così come l’escalation finale di violenza che rischia di strappare involontariamente qualche risata. Grande cinema d’intrattenimento e di sicuro spasso, con confezione di classe e ritmo indiavolato, ma vuoto, con personaggi poco memorabili e senza nessun momento degno del miglior &lt;em&gt;Martin Scorsese&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116394215939714247?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116394215939714247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116394215939714247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394215939714247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394215939714247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/departed.html' title='The Departed'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116394147657788081</id><published>2006-11-19T14:00:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:31:56.693+01:00</updated><title type='text'>L'Amico Di Famiglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.kinemedia.it/locandine/lamicodifamiglia.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 167px; CURSOR: hand; HEIGHT: 230px" height="307" alt="" src="http://www.kinemedia.it/locandine/lamicodifamiglia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di PAOLO SORRENTINO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con GIACOMO RIZZO, LAURA CHIATTI, FABRIZIO BENTIVOGLIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’orrendo e tirchio Geremia vive la sua esistenza da sarto e usuraio con accanto pochi amici e una madre che non si alza mai dal letto. Uno scossone arriverà quando il suo freddo cuore sarà spezzato da una bella ragazza bionda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una cinematografia come la nostra dove appena un regista muove la cinepresa più del dovuto siamo pronti a gridare al genio, &lt;em&gt;Sorrentino&lt;/em&gt; era stato acclamato da critica e pubblico che ne avevano decretato un insperato successo con LE CONSEGUENZE DELL’AMORE. Oggi con il nuovo film presentato in anteprima a Cannes (dove ha riscosso tiepidi consensi) pare che molti gli abbiano voltato le spalle, su tutti il pubblico che ne sta decretando un vero flop al botteghino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ambientato in una spoglia e deserta Sabaudia, L’AMICO DI FAMIGLIA non è troppo distante dal film precedente, raccontato sempre con uno stile rigoroso e ossessivamente originale, e con protagonisti anomali e solitari personaggi che vengono coinvolti in una vorticosa passione sentimentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiuso nel proprio manierismo &lt;em&gt;Sorrentino&lt;/em&gt; conferma le doti visive non adeguatamente coadiuvate da quelle narrative, dove la scrittura (sua anche la sceneggiatura), sia dei personaggi che della trama, con lo svolgersi della storia porta in superficie paurose voragini. Inutilmente minuziosa e caricaturale è la figura del viscido protagonista, quanto superficiali e abbozzate sono quelle dei personaggi di contorno. E la vicenda, dopo una lunghissima prima parte dove non succede quasi nulla, vede nell’epilogo un susseguirsi di situazioni fin troppo inverosimili. Non c’è vita in questo cinema. Su un tema molto simile il cinema italiano recente ha saputo raccontarci storie ben più complesse e affascinanti (pensiamo a L’IMBALSAMATORE di &lt;em&gt;Garrone&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116394147657788081?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116394147657788081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116394147657788081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394147657788081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394147657788081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/lamico-di-famiglia.html' title='L&apos;Amico Di Famiglia'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116394115193955747</id><published>2006-11-19T13:54:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:32:31.293+01:00</updated><title type='text'>Il Vento che Accarezza l'Erba</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.livecity.it/dvd/archives/ventoerba.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 242px; CURSOR: hand; HEIGHT: 322px" height="414" alt="" src="http://www.livecity.it/dvd/archives/ventoerba.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di KEN LOACH&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con CILLIAN MURPHY&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;**&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Irlanda 1920: le truppe inglesi sottomettono la popolazione locale. I giovani, stufi di vedere le proprie famiglie maltrattate, si organizzano per dare vita ad un’aspra guerriglia. Con il passare degli anni si creeranno spaccature tra gli stessi irlandesi che incominceranno ad ammazzarsi a vicenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fresco vincitore della palma d’oro all’ultimo festival di Cannes, il nuovo film di &lt;em&gt;Ken Loach&lt;/em&gt; IL VENTO CHE ACCAREZZA L’ERBA (traduzione più o meno letterale di una canzone popolare irlandese) rientra nella categoria dei film storici del regista, sullo stile di TERRA E LIBERTA’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da inglese sfrontatamente autocritico il regista racconta l’IRA con partecipazione, esaltandone lo spirito indipendentista. Dietro un resoconto storico piuttosto rigoroso, si celano però anche le vicende umane, con il percorso turbolento dei due fratelli protagonisti che da prima combattono insieme e successivamente si ritrovano uno contro l’altro; alla fine il più agguerrito (e che ci rimetterà le penne) sarà quello che inizialmente voleva andarsene a Londra.&lt;br /&gt;Proprio in questo snodo del racconto c’è un che di schematico, così come nella rappresentazione crudele dei militari inglesi, considerazioni che vanno ad indebolire la portata dell’intera opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo è che lo stile di &lt;em&gt;Loach&lt;/em&gt; è teso e asciutto, anche se non teme di spingere fino alla commozione, e alcuni momenti lasciano il segno. La direzione degli attori è come sempre impeccabile (spicca su tutti il giovane protagonista &lt;em&gt;Cillian Murphy&lt;/em&gt;, già apprezzato negli americani RED EYE e BATMAN BEGINS).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116394115193955747?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116394115193955747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116394115193955747' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394115193955747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394115193955747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/il-vento-che-accarezza-lerba.html' title='Il Vento che Accarezza l&apos;Erba'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116394073913486693</id><published>2006-11-19T13:45:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:33:06.426+01:00</updated><title type='text'>A Casa Nostra</title><content type='html'>&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 160px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" height="317" alt="" src="http://www.university.it/immaginiarticoli/20061030110313A%20CASA%20NOSTRA.jpg" border="0" /&gt;di FRANCESCA COMENCINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con VALERIA GOLINO, LUCA ZINGARETTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;**&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tra giri loschi di soldi, intercettazioni, prostitute, modelle tossicodipendenti, coppie in crisi e chi più ne ha più ne metta, si susseguono tristi giornate in una deprimente Milano dei giorni nostri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;Comencini&lt;/em&gt; più impegnata tratteggia un affresco corale amaro e cinico, raccontando un' Italia che non vorremmo mai conoscere. La storia è spezzettata, i personaggi sono davvero tanti e la scelta del cast sorprende tra attori ormai di garanzia quali la &lt;em&gt;Golino&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Zingaretti&lt;/em&gt; e rischiose scommesse come il &lt;em&gt;Luca Argentero&lt;/em&gt; del Grande Fratello e in parte l’emergente &lt;em&gt;Laura Chiatti&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema in questi film è sempre lo stesso: a meno che non si abbia a che fare con &lt;em&gt;Altman&lt;/em&gt; si rischia semp&lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/cronaca/casa-nostra/casa-nostra/stor_9140638_08520.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 163px; CURSOR: hand; HEIGHT: 154px" height="272" alt="" src="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/cronaca/casa-nostra/casa-nostra/stor_9140638_08520.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;re che la caratterizzazione dei personaggi sia altalenante e che molti di essi siano completamente superflui.&lt;br /&gt;Ma a ben vedere A CASA NOSTRA non ha nelle realtà umane che racconta il punto di forza, anzi sia la loro descrizione che il relativo percorso sono piuttosto risaputi, quel che invece riesce alla regista è la rappresentazione di un ambiente sporco e di un senso comune, anche nei personaggi più positivi e propositivi, di sconfitta e sconforto che lasciano il segno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non completamente riuscito ed alcune scene sono davvero mal realizzate (pensiamo alla &lt;em&gt;Golino&lt;/em&gt; in strada con la pistola insultata da colei che aveva appena soccorso), ma sicuramente non merita i fischi e l’aggressione che certa critica nostrana gli ha riservato alla festa del cinema di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116394073913486693?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116394073913486693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116394073913486693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394073913486693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394073913486693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/casa-nostra.html' title='A Casa Nostra'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116394014314007465</id><published>2006-11-19T13:36:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:33:32.653+01:00</updated><title type='text'>Viaggio Segreto</title><content type='html'>&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 164px; CURSOR: hand; HEIGHT: 264px" height="448" alt="" src="http://www.adrianachiesaenterprises.com/public/web/prodotti/viaggio_segreto_locandina.jpg" border="0" /&gt;di ROBERTO ANDO’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con ALESSIO BONI, DONATELLA FINOCCHIARO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;*&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Uno psicanalista scende in Sicilia per comprare la vecchia casa dei genitori. Lì incontra una donna madre di una bambina con cui legherà un rapporto affettuoso. Intanto la sorella a Roma cerca di portare avanti la propria storia con un artista straniero. Dietro le loro azioni si nascondono vecchi e dolorosi ricordi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partendo da un romanzo di &lt;em&gt;Josephine Hart&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Roberto Andò&lt;/em&gt; dirige una complessa opera di ricerca psicologica, con protagonisti uomini e donne soffocati da un passato cupo e misterioso.&lt;br /&gt;Il racconto si svolge tra Roma e la Sicilia, seguendo il viaggio che fisicamente percorre lo psicanalista interpretato da &lt;em&gt;Alessio Boni&lt;/em&gt; che torna nell’isola natale per fermare la vendita della vecchia villa di famiglia. Accanto a questo si svolge appunto un altro tipo di viaggio, ovvero uno di carattere psicologico che porta a galla traumi che legano il protagonista all’altrettanto inquieta sorella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIAGGIO SEGRETO contiene tutte le brutture di un certo cinema nostrano: vecchie case polverose, traumi infantili da cronaca nera, incesti più o meno accennati, voci fuori campo che vanno e vengono, inutili siparietti con telecamere amatoriali, frasi ad effetto e inquietudini che si spiegano solo a fine film. &lt;em&gt;Andò&lt;/em&gt; tira per le lunghe un colpo di scena che poi tale non è (uno spettatore attento non impiega molto per indovinare come possa esser morta la madre dei due protagonisti), dirige malamente attori completamente ingessati e crede di essere profondo facendoli spogliare tutti quanti. A sorreggere il film sono solo la &lt;em&gt;Finocchiaro&lt;/em&gt; e i panorami siciliani. Pietà!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116394014314007465?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116394014314007465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116394014314007465' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394014314007465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116394014314007465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/viaggio-segreto.html' title='Viaggio Segreto'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116393930142100976</id><published>2006-11-19T13:20:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:44:06.086+01:00</updated><title type='text'>World Trade Center</title><content type='html'>&lt;a href="http://thecia.com.au/reviews/w/images/world-trade-centre-center-poster-0.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 275px" height="442" alt="" src="http://thecia.com.au/reviews/w/images/world-trade-centre-center-poster-0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di OLIVER STONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con NICOLAS CAGE, MARIA BELLO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Entrati in servizio dopo lo schianto degli aerei contro le torri gemelle newyorkesi, due poliziotti rimangono incastrati sotto le macerie successivamente al crollo delle stesse. A casa le famiglie vivono ore di terrore: tra madri incinte e figli imbronciati, l’attesa sarà disperata per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il noioso kolossal ALEXANDER, &lt;em&gt;Oliver Stone&lt;/em&gt; realizza un film dai risvolti più intimistici sebbene metta in scena un dramma nazionale e globale. Il crollo delle torri gemelle avvenuto nel 2001 è raccontato dal regista americano partendo dal punto di vista delle forze dell’ordine impegnate sul luogo, mettendo in scena la straziante attesa sotto le macerie di due poliziotti e delle rispettive famiglie a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Stone&lt;/em&gt; è sempre stato un regista piuttosto particolare e negli anni ha realizzato pellicole originali e dal chiaro risvolto politico; in WORLD TRADE CENTER invece mette in scena una vera e propria catarsi, in un film rischioso che spesso soffre cadute (impossibile non citare l’ironico Cristo con bottiglietta, degno delle mistiche visioni fantozziane) ma che in fondo parla, anche con volontaria retorica, alla propria patria e al proprio popolo, esaltando lo spirito di solidarietà che quel tragico avvenimento ha risvegliato tra gli americani. Il regista non ha il coraggio di rimanere tutto il tempo con i due superstiti, e i siparietti familiari banalizzano un film che altrimenti sarebbe potuto essere qualcosa di più di un manifesto americano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116393930142100976?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116393930142100976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116393930142100976' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116393930142100976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116393930142100976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/world-trade-center.html' title='World Trade Center'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116360571813487918</id><published>2006-11-15T16:45:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T17:14:57.646+01:00</updated><title type='text'>N Io e Napoleone</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.university.it/immaginiarticoli/20061010120721N.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 198px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 261px" alt="" src="http://www.university.it/immaginiarticoli/20061010120721N.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di PAOLO VIRZI’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con ELIO GERMANO, DANIEL AUTEUIL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;**&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#cc0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sant’Elena prima metà dell’Ottocento: Napoleone viene esiliato in Italia, tutti sono pronti ad accoglierlo trionfalmente; unica voce fuori dal coro è Martino, giovane insegnante che viene preso come scrivano proprio alla corte del francese. Carico di ideali Martino mette a punto un tirannicidio non privo di difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appoggiato da una produzione lussuosa, il bravo &lt;em&gt;Paolo Virzì&lt;/em&gt; realizza la sua opera più ambiziosa, non solo nella confezione, impeccabile, ma anche nel desiderio di raccontare l’attualità rispolverando la commedia all’italiana nel filone del film storico (come se ne facevano una volta, basta pensare su tutti a L’ARMATA BRANCALEONE). Dietro la descrizione della comunità di Sant’Elena che accoglie servilmente l’esule imperatore francese, non si faticano a riconoscere i riferimenti ai nostri giorni,  e il regista costringe lo stesso spettatore a simpatizzare per Napoleone per poi beffarsene nell’amaro finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film è ben scritto e spesso divertente, soprattutto nei quadretti familiari, eppure qualcosa non va: su tutto probabilmente a deludere è proprio il tratteggio del tiranno che, nonostante la presenza di una star come &lt;em&gt;Auteuil&lt;/em&gt;, non riesce a spiccare nel racconto accentuando un evidente calo narrativo nella seconda parte. Al contrario gli altri attori appaiono tutti in parte, con la conferma delle qualità di &lt;em&gt;Ceccherini&lt;/em&gt; (basta che sia lontano dalle mani dell’amico &lt;em&gt;Pieraccioni&lt;/em&gt;) e con la sola &lt;em&gt;Bellucci&lt;/em&gt;, nonostante gli applausi alla festa del cinema di Roma, inevitabilmente sottotono.&lt;br /&gt;                                                                                                                          &lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116360571813487918?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116360571813487918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116360571813487918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116360571813487918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116360571813487918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/n-io-e-napoleone.html' title='N Io e Napoleone'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116257476094391257</id><published>2006-11-03T18:22:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:42:01.450+01:00</updated><title type='text'>La Sconosciuta</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.adrianachiesaenterprises.com/public/web/prodotti/la_sconosciuta_locandina.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 171px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px" height="317" alt="" src="http://www.adrianachiesaenterprises.com/public/web/prodotti/la_sconosciuta_locandina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; di GIUSEPPE TORNATORE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con KSENIA RAPPOPORT, MICHELE PLACIDO, CLAUDIA GERINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;**&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La giovane Irena, venuta dall’est, trova lavoro in un condominio di Trieste. In breve tempo le sue attenzioni si concentrano su una delle famiglie del posto, gli Adacher: proprio da loro inizierà a lavorare occupandosi anche della bambina di casa. Cosa si nasconde dietro le sue intenzioni?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tornatore&lt;/em&gt;, assente dalle sale da ben sei anni (ma non sono mai troppi se il film in questione è quel pasticcio di MALENA), torna con un’opera a tinte cupe che è stata applaudita alla neonata festa del cinema di Roma, dove ha ottenuto anche un riconoscimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sconosciuta del titolo è una ragazza dell’est che misteriosamente mette a punto un piano complicato che implica furti, incidenti più o meno volontari e violente aggressioni, con lo scopo che solo il progredire della narrazione lentamente tende a chiarire. L’intrigo in se non sarebbe male, e la sceneggiatura ha in cantiere qualche buon colpo di scena, ma purtroppo &lt;em&gt;Tornatore&lt;/em&gt; è un regista a cui manca sia la capacità di usare allusioni che soprattutto il buon gusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.castlerock.it/dbimg/article2884.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 245px; CURSOR: hand; HEIGHT: 179px" height="160" alt="" src="http://www.castlerock.it/dbimg/article2884.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ecco così che il film sin dall’inizio è sovraccarico di immagini, flash back, musiche insopportabili di &lt;em&gt;Morricone&lt;/em&gt;, e lo spettatore è ingiustamente aggredito con scene macabre ed effetti inutilmente violenti. Quando la storia incomincia a districarsi il regista riesce a congegnare alcune buone scene, ma la voglia di dire tutto allunga il brodo fino ad un’inutile epilogo tipico dell’autore, e gli argomenti trattati sono davvero troppi. Attori altalenanti: convincente la protagonista e la direzione della bambina, decente la &lt;em&gt;Gerini&lt;/em&gt;, macchiettistici &lt;em&gt;Placido&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Favino&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116257476094391257?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116257476094391257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116257476094391257' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116257476094391257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116257476094391257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/la-sconosciuta.html' title='La Sconosciuta'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116257450138432280</id><published>2006-11-03T18:18:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:49:06.250+01:00</updated><title type='text'>Scoop</title><content type='html'>&lt;a href="http://static.flickr.com/56/170778410_9e73e915da_o.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 219px" height="350" alt="" src="http://static.flickr.com/56/170778410_9e73e915da_o.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di WOODY ALLEN&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con SCARLETT JOHANSSON, WOODY ALLEN&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;*** &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie alla spiata di un fantasma una giovane giornalista incomincia ad indagare sul caso di un serial killer. Peccato che commetta due errori: innamorarsi del sospettato e, soprattutto, farsi aiutare da un modesto e impacciato illusionista.&lt;br /&gt;Immancabile appuntamento annuale con il cinema di &lt;em&gt;Woody Allen&lt;/em&gt;: dopo il grande successo europeo di &lt;a href="http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/01/match-point.html"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;MATCH POINT&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, il regista newyorkese torna a girare a Londra riappropriandosi del genere che più l’ha reso noto ovvero la commedia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuando sulla strada mai abbandonata di citazioni e autocitazioni (qui non si può non pensare al SETTIMO SIGILLO di &lt;em&gt;Bergman&lt;/em&gt; o a MISTERIOSO OMICIDIO A MANHATTAN e CRIMINALI DA STRAPAZZO dello stesso &lt;em&gt;Allen&lt;/em&gt;), il prolifico comico americano sforna un divertissement scritto in punta di penna dove si ride abbondantemente grazie ad alcune trovate degne dei suoi migliori lavori. Il suo personaggio ormai non è più l’intellettuale nevrotico della borghesia americana, oggi &lt;em&gt;Allen &lt;/em&gt;si diverte ad interpretare personaggi strampalati e miseri su cui si evidenzia tutta la comicità dell’opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cinecitta.it/news/documenti/immagini/2005/12/allen.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 140px; HEIGHT: 160px" height="255" alt="" src="http://www.cinecitta.it/news/documenti/immagini/2005/12/allen.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ecco quindi che gli altri personaggi risultano più di contorno e, nonostante il buon lavoro degli interpreti, alla fine del film si rischia di ricordarci solo dello sfortunato illusionista. Certo c’è sempre un’ombra inquietante di pessimismo nelle opere del regista, ed anche qui spesso si ride amaro, ma tutto è poi alleggerito dai toni surreali della pellicola. Nonostante qualche calo di tensione nella seconda parte, il finale, con &lt;em&gt;Allen&lt;/em&gt; spericolato in macchina, strappa la risata più grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116257450138432280?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116257450138432280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116257450138432280' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116257450138432280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116257450138432280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/scoop.html' title='Scoop'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116257421246247690</id><published>2006-11-03T18:14:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:36:33.460+01:00</updated><title type='text'>Miami Vice</title><content type='html'>&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.ioberon.cz/wallpapers/albums/userpics/normal_miami-vice-jamie-foxx-colin-farrell-michael-mann.jpg" border="0" /&gt;di MICHAEL MANN&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con COLLIN FARRELL, JAMIE FOXX&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;***&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due poliziotti di Miami si infiltrano nella criminalità del luogo alla ricerca di una talpa che ha fatto saltare un’importante operazione. La situazione delicata e pericolosa costerà la vita a numerosi personaggi, e i due protagonisti venderanno cara la pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Michael Mann&lt;/em&gt; torna sulla fortunata serie tv anni ’80, con protagonisti i poliziotti Sonny e Rico, in cui figurava tra i produttori e creatori. Operazione ad alto rischio di fraintendimento (la si può erroneamente intendere sulla scia del revival televisivo che ha già portato sul grande schermo i vari STARSKY E HUTCH e HAZZARD) MIAMI VICE è invece un film assolutamente autonomo che in pochi minuti prende le distanze dalla serie tv.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://monsieurf.typepad.com/mon_weblog/images/miami_vice.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand" height="161" alt="" src="http://monsieurf.typepad.com/mon_weblog/images/miami_vice.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Complesso e frenetico il film segue un percorso contorto: nella confusione degli avvenimenti lo spettatore facilmente si perde, così che l’incipit da cui parte l’azione, ovvero la caccia alla talpa che si cela nell’organizzazione criminale, non viene portato a termine e alcuni personaggi vengono abbandonati strada facendo. Potrebbe sembrare che &lt;em&gt;Mann&lt;/em&gt; sia affetto da manierismo, ma in realtà il suo ultimo film lo riporta all’apice del suo cinema, e ogni divagazione, su tutte il viaggio a Cuba, è voluta e ben calcolata. Maestro inimitabile per la sapiente costruzione delle atmosfere e degli ambienti, il regista dirige magistralmente alcune scene di tensione (impedibile la sparatoria finale) riuscendo ancora una volta a superarsi. Cinema viscerale dove i personaggi, meno sfaccettati che in altre opere dell’autore, sembrano in balia sia della violenza che di turbinosi sentimenti sempre pronti ad esplodere in maniera devastante. Clamorosamente sottovalutato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116257421246247690?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116257421246247690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116257421246247690' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116257421246247690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116257421246247690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/miami-vice.html' title='Miami Vice'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-116257375227926693</id><published>2006-11-03T18:06:00.000+01:00</published><updated>2006-12-26T15:37:01.913+01:00</updated><title type='text'>Nuovomondo</title><content type='html'>di EMANUELE CRIALESE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con CHARLOTTE GAINSBPURG, VINCENZO AMATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;**&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Agli inizi del secolo scorso Savatore, contadino siciliano, e la sua famiglia si imbarcano come tanti altri per l’America in cerca di fortuna. Il viaggio faticoso e lungo sarà per tutti il principio di una nuova era che vedrà l’incontro di diverse culture: lo stesso Salvatore sposerà una silenziosa donna inglese conosciuta durante la traversata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rivistaonline.com/Rivista/immagini/2725_img2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 207px; CURSOR: hand; HEIGHT: 152px" height="116" alt="" src="http://www.rivistaonline.com/Rivista/immagini/2725_img2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Crialese&lt;/em&gt; torna al cinema dopo l’inaspettato successo di RESPIRO: NUOVOMONDO può contare su una poderosa coproduzione europea che ha permesso una confezione da esportazione, agevolando anche la scelta per il titolo italiano da mandare agli Oscar che è caduta proprio sul film applaudito e premiato all’ultimo festival veneziano (con riconoscimento ridicolmente creato per l’occasione). Il regista continua il suo percorso stilistico abbracciando la tradizione di un certo cinema italiano (pensiamo al viscontiano LA TERRA TREMA) e contaminandola con un personale sguardo che predilige il viaggio introspettivo: non a caso sebbene il film racconti la traversata dell’oceano da parte di una povera famiglia siciliana, le immagini si concentrano più sui volti, fatta eccezione per le prime scene ambientate nella terra natia dei personaggi. Si vede poco mare e dell’America solo gli interni dell’edificio dove gli emigranti vengono controllati, valutati e spesso rispediti indietro. In NUOVOMONDO si conferma lo stile elegante di &lt;em&gt;Crialese&lt;/em&gt; capace di trarre il meglio dagli attori e di evitare noiosi virtuosismi, trovando una chiave di lettura interessante da un tema piuttosto logoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio è inteso come una continua separazione, prima dalla propria terra (la partenza della nave è tra le cose più belle del film), successivamente dalla famiglia (che alla fine verrà dimezzata) e per ultima dalla propria cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rischio è che questo sia un cinema incapace di parlare ad un pubblico ampio e che faticosamente può appassionare, complice anche una narrazione non sempre avvincente e spesso spezzata da alcuni sipari surreali che il più delle volte girano a vuoto. Non è il caso del mare di latte che con gran classe chiude poeticamente il film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-116257375227926693?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/116257375227926693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=116257375227926693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116257375227926693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/116257375227926693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/11/nuovomondo.html' title='Nuovomondo'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-115817080519134198</id><published>2006-09-13T20:02:00.000+02:00</published><updated>2006-09-13T20:06:45.270+02:00</updated><title type='text'>La Conchiglia del Madagascar</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lariflessione.com/mattia-monti.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 313px" height="378" alt="" src="http://www.lariflessione.com/mattia-monti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mattia Monti, giornalista pubblicista, confeziona, pur essendo al suo esordio letterario, un romanzo originale, mix ben calibrato tra i generi giallo, noir, con delle punte di ironia surreale assolutamente esilaranti. Ambientato tra il Messico e gli Stati Uniti, La conchiglia del Madagascar, edizioni La Riflessione, ruota intorno alla spedizione di una grossa partita di diamanti rubati. Inizialmente affidata a Carlos e Tony, corrieri improvvisati e sprovveduti, la spedizione risulterà oltremodo problematica, ed i diamanti, come in una metaforica staffetta del crimine, passeranno attraverso diverse mani. Ed è intorno a questo mucchietto di pietre scintillanti che Monti crea il nucleo attorno al quale far gravitare una serie di personaggi incredibilmente efficaci, come Luis, malavitoso di Città del Messico, Wize, boss della California o Manuel, poliziotto corrotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con uno stile asciutto, incalzante e dinamico, l’autore ci catapulta fin dall’esordio nel vortice della storia. Descrizioni lapidarie, dialoghi secchi e veloci, contribuiscono a conferire al romanzo una capacità evocativa quasi filmica. Gli eventi si concentrano in poche pagine dalla potenza descrittiva acutissima. Il lettore non ha tempo di rifiatare, e difficilmente riuscirà a posare il testo prima della sua conclusione, che ovviamente non vi anticipo perché arriva come uno schiaffo improvviso, diretta ed efficace come del resto è l’intero romanzo. L’originalità narrativa del Monti, è confermata dal suo vezzo di spargere nel testo delle descrizioni dettagliate di particolari assolutamente insignificanti per lo svolgersi del racconto, piccole bolle narrative isolate dal contesto, ma che in realtà, sapientemente dosate, creano delle pause ritmiche di qualche riga, concedendo anche al lettore dei piccoli spunti di riflessione e curiosità, prima che la narrazione riprenda in tutta la sua veemenza. La conchiglia del Madagascar e Mattia Monti, in conclusione, si segnalano come piacevoli e promettenti novità nel panorama del romanzo noir italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro si può comprare a Roma alla:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libreria Mondadori - Via Piave, 18 (00187) Libreria Koinè - Via Satrica 1/D (00185) Libreria Micozzi - Via Ferrari 39/41 (00195)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-115817080519134198?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/115817080519134198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=115817080519134198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/115817080519134198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/115817080519134198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/09/la-conchiglia-del-madagascar.html' title='La Conchiglia del Madagascar'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114814849466227168</id><published>2006-05-20T20:06:00.000+02:00</published><updated>2006-05-20T20:14:08.130+02:00</updated><title type='text'>Diario Erotico di Ofelia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/ofelia.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 283px; height: 212px;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/ofelia.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;di MARIO MORETTI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;        &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;con SARA PLATANIA&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;L’intrigo scespiriano nel castello di Elsinore, scenario di tradimenti e morti ammazzati, rivisitato dagli occhi dell’ingenua vittima Ofelia, tiranneggiata dal padre e tradita dall’innamorato Amleto: seguendo la scrittura di un suo piccante diario lo spettatore avrà modo di conoscere meglio uno dei&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;personaggi più affascinanti del grande drammaturgo inglese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;Monologo scritto e diretto da &lt;i style=""&gt;Mario Moretti&lt;/i&gt;, DIARIO EROTICO DI OFELIA nasconde dietro uno svolgimento brillante in puro divertissement una rilettura complessa dell’AMLETO, qui rielaborato con le stesse qualità, quali l’espediente meta teatrale e i passaggi di tono, dalla commedia al dramma, tanto care al poeta. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;Nelle pagine scritte dalla giovane Ofelia si ripercorre la sua breve e triste vita, dall’istruzione nell’educandato, passando per gli intrighi amorosi con il principe di Danimarca, arrivando alla famosa morte con l’annegamento nel fiume, qui raccontata dalla stessa protagonista in un finale malinconico e di grande effetto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;Andata in scena nella stagione scorsa, l’opera di &lt;i style=""&gt;Moretti &lt;/i&gt;ha riscosso consenso sul territorio nazionale approdando oltreoceano con spettacoli applauditi anche a New York, evidenziando un’abilità di scrittura che coniuga sapientemente la tradizione scespiriana all’analisi freudiana, in un monologo che porta in superficie sentimenti repressi e sconosciuti della bella Ofelia, occasione di una divertente e piccante educazione sessuale.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;La giovane protagonista &lt;i style=""&gt;Sara Platania&lt;/i&gt;, tra ammiccamenti e filastrocche, rende al meglio l’ingenuità del personaggio, sapendone caratterizzare le comiche turbolenze sessuali e passando con disinvoltura dall’ilarità della prima parte alla malinconia del finale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;Lo spettacolo è di nuovo in scena a Roma dal 30 Maggio al 4 Giugno alla sala Artuad del Teatro Dell’Orologio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;Teatro Dell’Orologio, via dè Filippini 17/A, tel. 06/6875550&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114814849466227168?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114814849466227168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114814849466227168' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114814849466227168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114814849466227168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/05/diario-erotico-di-ofelia.html' title='Diario Erotico di Ofelia'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114798030370527212</id><published>2006-05-18T21:22:00.000+02:00</published><updated>2006-12-26T19:29:09.260+01:00</updated><title type='text'>Sangue - La Morte Non Esiste</title><content type='html'>&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 166px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 212px" alt="" src="http://www.primissima.it/binary/primissima2/schede_film/sangue.loc.1145869351.jpg" border="0" /&gt;di LIBERO DE RIENZO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con ELIO GERMANO, EMANUELA BARILOZZI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stella e Iuri, fratelli legati da un rapporto morboso, incestuoso e dirompente, vivono tre giornate turbolente tra droghe, rave party e sangue: il finale non sarà a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro esordio dietro la macchina da presa per un giovane attore del nostro cinema: &lt;em&gt;Libero De Rienzo&lt;/em&gt;, che si è imposto al pubblico nell’insopportabile ruolo di coprotagonista nel pessimo SANTA MARADONA, scrive e dirige questa opera dal basso budget distribuita in pochissime copie sul territorio nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella promozione che in questi giorni regista e attori stanno facendo del film, si pone l’accento sulle qualità innovative ed originali che l’opera manifesta rispetto alla presunta banalità del panorama della nostra cinematografia: SANGUE è difatti raccontato tramite un uso arbitrario del montaggio, frenetico e discontinuo, con immagini spesso sgradevoli, sia nel contenuto che nell’impaginazione, e con un tono che con disinvoltura passa dal dramma giovanile alla commedia grottesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo forse non basta per fare un cinema di qualità, ma paradossalmente rischia di spaventare ed allontanare proprio il pubblico che si ritrova coinvolto in una narrazione gratuitamente caotica e sgradevole. Davvero è di questo che ha bisogno il nostro cinema per uscire da certi luoghi comuni? Probabilmente si può avere più di un dubbio, ma la scarsa distribuzione di cui è soggetto il film di &lt;em&gt;Libero De Rienzo&lt;/em&gt; è di certo ingiusta, e l’opera, pur con tutti i suoi limiti e ingenuità, avrebbe meritato più attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia di Stella e Iuri contiene in ogni modo alcuni aspetti d’interesse, come ad esempio nella conferma delle qualità recitative di &lt;em&gt;Elio Germano&lt;/em&gt;, e nell’intelligente epilogo in chiesa, sicuramente la cosa migliore del film. Certo lo stile adoperato da &lt;em&gt;Libero De Rienzo&lt;/em&gt;, che si concede un piccolo ruolo spagnoleggiante, impedisce una facile lettura delle qualità dell’opera, rendendo così superfluo qualsiasi tentativo di analisi critica e lasciando in sospeso il giudizio sulle doti del giovane autore. Cinema adrenalinico e furbesco, fin troppo sfacciato nel voler apparire controcorrente e che dietro ogni scena, inseguimento, personaggio e dialogo, rischia sempre una magra implosione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114798030370527212?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114798030370527212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114798030370527212' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114798030370527212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114798030370527212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/05/sangue-la-morte-non-esiste.html' title='Sangue - La Morte Non Esiste'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114798010958790306</id><published>2006-05-18T21:18:00.000+02:00</published><updated>2006-12-26T19:32:49.140+01:00</updated><title type='text'>Anche Libero Va Bene</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://cinema.lospettacolo.it/gallery/anche_libero_va_bene.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 202px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 251px" alt="" src="http://cinema.lospettacolo.it/gallery/anche_libero_va_bene.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di KIM ROSSI STUART&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con ALESSANDRO MORACE, KIM ROSSI STUART&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;**&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piccolo Tommaso vive la propria infanzia nel centro di Roma, tra scuola e piscina, sognando il calcio e cercando di sopravvivere ad una famiglia dimezzata: Renato, il padre, scostante e nervoso, cresce anche un’altra figlia da solo, umiliato dalle fughe amorose della madre dei ragazzini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esordio dietro la macchina da presa per &lt;em&gt;Kim Rossi Stuart&lt;/em&gt;: partendo da un copione scritto a più mani, tra cui anche quelle dello stesso regista, ANCHE LIBERO VA BENE rientra nel filone, tanto caro al cinema italiano, del mondo visto dagli occhi dei bambini (per intenderci ancora poche settimane fa nelle sale era l’affine LA GUERRA DI MARIO di &lt;em&gt;Antonio Capuano&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà dietro ad una certa classicità di contenuti e di messa in scena, l’opera prima di &lt;em&gt;Kim Rossi Stuart&lt;/em&gt; contiene alcune sorprese riscontrabili sia nelle qualità che il regista dimostra soprattutto nella direzione dei giovani attori (davvero bravo il piccolo &lt;em&gt;Alessandro Morace&lt;/em&gt;), quanto nell’insospettata sensibilità con la quale riesce a raccontare un piccolo ritratto di famiglia, colorato con una dose di malinconia e amarezza che appassiona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evitando saggiamente retorica e scene madri, il film si articola su piccoli episodi quotidiani che arricchiscono le caratterizzazioni dei personaggi, dove il padre, interpretato bene dallo stesso regista che recupera le qualità d’attore mostrate con &lt;em&gt;Amelio&lt;/em&gt; e perse nel sopravvalutato ROMANZO CRIMINALE, cameraman stressato (divertente la litigata sul set) si staglia come una figura coraggiosamente tratteggiata, per un ruolo controcorrente che evidenzia in famiglia le carenze, per una volta, della figura materna. Non da meno è il protagonista, il piccolo Tommaso, bambino che con apparente distacco vive il rapporto turbolento con la madre e che cede all’emozione e alle lacrime solo di fronte alla foto con dedica della colpevole donna, in un finale tenero ed indovinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che non funziona nel film sono le contrapposizioni troppo marcate che &lt;em&gt;Kim Rossi Stuart&lt;/em&gt; accosta ai protagonisti, in controtendenza al ritratto ben sfumato della famiglia di Tommaso: l’amico di scuola silenzioso che solo alla fine esce dal suo mutismo, la famiglia ricca del piano di sotto con tanto di bambino con erre moscia; così come superflua appare l’unica sequenza onirica del film, con protagonista la mamma di Tommaso.Con più luci che ombre, l’opera prima di &lt;em&gt;Kim Rossi Stuart&lt;/em&gt; fa ben sperare per il futuro e lascia grande curiosità per l’eventuale prossimo lavoro del neoregista.                                                                       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114798010958790306?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114798010958790306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114798010958790306' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114798010958790306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114798010958790306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/05/anche-libero-va-bene.html' title='Anche Libero Va Bene'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114743675734474285</id><published>2006-05-12T14:24:00.000+02:00</published><updated>2006-12-26T19:36:55.396+01:00</updated><title type='text'>Il Regista di Matrimoni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.primissima.it/binary/primissima2/schede_film/registamatrimoni.loc.1144752550.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 146px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 199px" alt="" src="http://www.primissima.it/binary/primissima2/schede_film/registamatrimoni.loc.1144752550.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di MARCO BELLOCCHIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con SERGIO CASTELLITTO, DONATELLA FINOCCHIARO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family:verdana;color:#cc0000;"&gt;**&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cineasta affermato, Franco Elica si ritrova quasi casualmente in un paesino della Sicilia: in preda a riflessioni e ripensamenti, si fa coinvolgere nella realizzazione del filmato di un matrimonio commissionatogli dal padre della futura sposa. La lavorazione lo porterà a contatto con una realtà misteriosa e affascinante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo lavoro di &lt;em&gt;Bellocchio&lt;/em&gt; era particolarmente atteso vista la nuova collaborazione con il bravo &lt;em&gt;Sergio Castellitto&lt;/em&gt;, coppia che aveva dato vita al sorprendente L’ORA DI RELIGIONE. Fatta eccezione per una prima breve parte, IL REGISTA DI MATRIMONI è ambientato sulla costa siciliana, in un bel paesaggio in cui si perde il riflessivo Franco Elica, regista colto da una strana crisi d’ispirazione che lo allontana dalla lavorazione dell’adattamento de I promessi sposi manzoniani, a favore di una bizzarra operazione semi amatoriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bellocchio&lt;/em&gt; si diverte a raccontare un paese stralunato con personaggi che sembrano provenire da pagine di romanzi, e che rispecchiano un’Italia confusa e colorata, con registi disperati che si danno morti per ottenere i giusti riconoscimenti, con tanto di consacrazione ai David di Donatello. Il gioco per buona parte è curioso e coinvolgente, grazie ad un protagonista, come al solito ben caratterizzato da &lt;em&gt;Castellitto&lt;/em&gt;, che sembra incuriosito dalla strana realtà che lo circonda, arricchita dalle sue invenzioni artistiche (impedibile l’ideazione del filmato del matrimonio sulla spiaggia) e che lo porta a scoprire intrighi complicati e macchinosi. Ma il progredire della storia, con il costante distacco del regista e le contorte soluzioni narrative, rischia di porre il film negli irritanti binari di un cinema troppo autoriflessivo, in cui lo spettatore si perde con un senso di disorientamento non adeguatamente bilanciato dal fascino della visione. &lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bellocchio&lt;/em&gt; sa cogliere il meglio dal suo cinema, con alcune sequenze di valore spesso costruite con un grande senso dell’ironia, ma con altrettanta facilità cade nelle brutture dei film sul cinema, con frequenti e fastidiose inquadrature in bianco e nero frutto di telecamere nascoste, e con abuso d’immagini simboliche (gli orologi, il treno, le feste del paese). Si ha la spiacevole sensazione che tutto il buon lavoro sviluppato nella prima parte, si perda nella voluta confusione finale, smorzando il risultato di un prodotto ambizioso ma involuto.                                                         &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114743675734474285?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114743675734474285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114743675734474285' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114743675734474285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114743675734474285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/05/il-regista-di-matrimoni.html' title='Il Regista di Matrimoni'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114743663445452648</id><published>2006-05-12T14:22:00.000+02:00</published><updated>2006-12-26T19:44:27.750+01:00</updated><title type='text'>Inside Man</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://soft.erased.info/images/teopetuk/inside_man_erased_info_2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 230px; height: 285px;" src="http://soft.erased.info/images/teopetuk/inside_man_erased_info_2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di SPIKE LEE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con DENZEL WASHINGTON, CLIVE OWEN, JODIE FOSTER&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-family: verdana; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presa d’assalto una banca, un misterioso rapinatore con alcuni complici, tiene in ostaggio decine di persone scatenando la solita reazione della polizia, con negoziatori e tiratori pronti ad intervenire. La trattativa, lunga e complicata, si risolverà con più di un colpo di scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INSIDE MAN, nuovo lavoro del bravo e prolifico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spike Lee&lt;/span&gt;, rientra nelle rare produzioni del regista americano legate a grosse major hollywoodiane, con operazioni su commissione in cui l’autore non rinuncia però ai propri temi che da anni racconta con grande coerenza e chiarezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ennesima rapina del secolo è raccontata rispettando con perizia le regole del cinema di genere, con una suspense ben calibrata in continuo crescendo e alcune situazioni risapute sapientemente congegnate. In realtà dietro l’apparente semplice lezione di montaggio, direzione d’attori e utilizzo della musica d’accompagnamento, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spike Lee&lt;/span&gt; cuce, nascosto appunto dietro le fattezze del cinema di genere, un intrigo che coinvolge le più alte sfere del potere economico americano, non rinunciando ad argomenti di critica sociale, con la caratteristica serie di personaggi multirazziali che da sempre danno vita ai suoi film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo il regista dà prova di conoscere i trucchi del mestiere, ma mostra anche la capacità di maneggiarli a proprio piacimento, permettendo alla storia di giocare su accelerazioni (l’inizio), salti temporali (gli interrogatori agli ostaggi) e momenti di sosta (in fondo nella trattazione tra i rapinatori e la polizia non succede quasi nulla), con un finale che concentra in pochi minuti colpi di scena e risoluzioni che ribaltano l’intero andamento, sbeffeggiando proprio le aspettative che un film di genere, con tanto di ripetute citazioni cinematografiche su tutte &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lumet&lt;/span&gt;, aveva fatto supporre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due protagonisti, il bravo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Denzel Washington&lt;/span&gt; e il rapinatore &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Clive Owen&lt;/span&gt;, sono affiancati da un gran cast di contorno che vede attori di spicco in piccoli ma significativi ruoli, come l’inedita e cinica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jodie Foster&lt;/span&gt;, in una colorata comunità razziale che si evidenzia con ben altre qualità rispetto a film recenti grondanti di retorica (e pensiamo al tanto osannato CRASH).&lt;br /&gt;Nonostante conti qualche minuto di troppo, INSIDE MAN tiene la tensione nelle sue due ore abbondanti di durata, arricchite da una massiccia dose d’ironia cui sapientemente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spike Lee&lt;/span&gt; non rinuncia mai.&lt;br /&gt;                                                                       &lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cinematical.com/media/2006/03/insideman.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114743663445452648?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114743663445452648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114743663445452648' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114743663445452648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114743663445452648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/05/inside-man.html' title='Inside Man'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114580402946824910</id><published>2006-04-23T16:51:00.000+02:00</published><updated>2006-04-23T16:53:49.473+02:00</updated><title type='text'>Angel-A</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.actuacine.net/Poster/angel.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 268px; height: 363px;" src="http://www.actuacine.net/Poster/angel.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;di LUC BESSON&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;con JAMEL DEBBOUZE; RIE RASMUSSEN&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Stanco e frustrato dai debiti che lo attanagliano, Andrè marocchino d’origine americana, decide di farla finita buttandosi nel Tamigi. Proprio mentre sta per lanciarsi, una bellissima donna, che pare avere le sue stesse intenzioni, farà prendere una piega imprevista alla sua vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;Dopo alcune produzioni di scarso livello, il regista francese &lt;i style=""&gt;Luc Besson&lt;/i&gt; torna alla regia a distanza di sette anni dal deludente GIOVANNA D’ARCO.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;Per alcuni anni &lt;i style=""&gt;Besson&lt;/i&gt; ha goduto della fortuna di pellicole che si sono imposte sul mercato mondiale, aprendogli la strada per alcune regie in terra americana, con grandi star e sontuose produzioni. L’ultimo film è una sorta di ritorno al passato, con un’operazione dal budget contenuto e costruita sull’interpretazione dei due protagonisti, logorroici e insopportabili. ANGEL-A conferma la spropositata fama di cui gode il regista francese, in un film che all’apparenza si vorrebbe leggero e d’evasione, ma che in realtà sprofonda nella retorica e in alcune ingenuità davvero imbarazzanti. La storia dell’angelo che scende in terra per salvare il malcapitato di turno è davvero troppo vecchia, così come lo è il modo di raccontarla che adotta &lt;i style=""&gt;Besson&lt;/i&gt;, con un’ironia grossolana e con un finale falsamente poetico e fin troppo prevedibile. Non basta l’ambientazione in una Parigi semi deserta, ripresa con una fotografia inutilmente virata in bianco e nero, forse per rendere ancora più espliciti gli omaggi a &lt;i style=""&gt;Capra&lt;/i&gt; e &lt;i style=""&gt;Wenders&lt;/i&gt;, a salvare un film dallo svolgimento piatto e con alcuni momenti, come il lungo piano sequenza con Andrè al bagno che è spinto a confessarsi il proprio amore, tecnicamente articolati ma privi di un’adeguata forza emotiva.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;I due protagonisti si parlano addosso per tutto il film, e la maturazione di Andrè, che da solitario e timido si trasforma in coraggioso e follemente innamorato, segue un percorso scontato, con tanto di didascalica lezioncina. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;Ci si diverte raramente, e le poche cose buone e in parte originali, come il modo non troppo angelico di guadagnare i soldi che adotta Angela, sono indebolite nella seconda parte del film che rimette in dubbio tutto quanto successo, banalizzando ancor più le situazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;D’altronde da un autore che ha la fantasia di chiamare l’incarnazione di un angelo col nome di Angela, non ci si può aspettare altro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;voto: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:Verdana;"  lang="IT"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:Verdana;"  lang="IT"&gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span  lang="IT" style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;                                  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114580402946824910?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114580402946824910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114580402946824910' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114580402946824910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114580402946824910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/04/angel.html' title='Angel-A'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114580368684553758</id><published>2006-04-23T16:45:00.000+02:00</published><updated>2006-04-23T16:51:14.983+02:00</updated><title type='text'>Musikanten</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fanbattiato.com/images/musikanten/battiato%20jodo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 298px; height: 224px;" src="http://www.fanbattiato.com/images/musikanten/battiato%20jodo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-family:Batang;font-size:100%;"  lang="IT" &gt;&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;di FRANCO BATTIATO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;con ALEJANDRO JODOROWSKY; SONIA BERGAMASCO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Due giornalisti tentano di portare a termine un documentario su alcuni personaggi non particolarmente noti ma intellettualmente facoltosi: l’organizzazione del lavoro e la ricerca sul campo, li porta a contatto con affascinanti realtà e in curiosi stati d’ipnosi con tanto di grandi incontri, su tutti quello con Ludwing van Beethoven.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;Difficile raccontare la trama della seconda opera di &lt;i style=""&gt;Franco Battiato&lt;/i&gt;, apprezzato cantautore che, come già avvenuto al collega &lt;i style=""&gt;Luciano Ligabue&lt;/i&gt;, bissa l’esperienza cinematografica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;Coadiuvato dal sempre fedele &lt;i style=""&gt;Manlio Sgalambro&lt;/i&gt;, l’autore siciliano ritenta la strada del cinema con un’opera non certo facile, accolta con fischi e risa all’ultima mostra del cinema di Venezia. MUSIKANTEN si svolge tramite una narrazione caotica, spezzata in due grossi tronconi: il primo, con l’organizzazione del documentario da parte dei due giornalisti, in cui lo spettatore segue con un certo distacco i viaggi e gli incontri che i due personaggi scoprono strada facendo, con una struttura più che altro televisiva e dove i brevi momenti di scrittura cinematografica, come i dialoghi nel salotto con argomentazioni varie, risaltano pesantemente l’inesperienza del regista; finché il film prende una strada inaspettata, raccontando gli ultimi due anni di vita del musicista Beethoven, rievocati in uno stato d’ipnosi in cui versa la giornalista, e dove spicca la simpatica interpretazione del maestro ormai sordo da parte di &lt;i style=""&gt;Alejandro Jodorowsky&lt;/i&gt;. Le angosce fisiche e mentali del musicista sono descritte tramite gli incontri nei tipici salottini Ottocenteschi, alternati a brevi esterni e cadenzati dalla voce narrante dello stesso &lt;i style=""&gt;Manlio Sgalambro&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;Andando aldilà del disinteresse che il regista palesa verso qualsiasi regola grammaticale cinematografica, quel che appesantisce ancor più MUSIKANTEN è la sensazione che l’autore non abbia in testa un pubblico cui destinare l’operazione, portando avanti un cinema senza passato e senza futuro, che non chiede la partecipazione del pubblico né tanto meno permette una facile lettura. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;Manca completamente l’ironia che nel campo musicale alleggerisce i testi spesso contorti del cantautore, ed anzi nel film il sorriso è spesso procurato da situazioni che probabilmente ambivano ad altri risultati, in primis l’ultimo segmento del film con il delirante monologo davanti alla televisione cui assistono i due giornalisti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;Non ci si improvvisa autori cinematografici, e se la musica e alcuni scenari possono salvare solo parzialmente la visione, quando si cerca di tirare le somme e di far parlare concretamente i personaggi, muovendo la storia, si rischia di incorrere in figuracce di cui era ancor più farcito il precedente PERDUTO AMOR.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;voto: &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-size: 16pt; font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;     &lt;/span&gt;                      &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;                                                                &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;" lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114580368684553758?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114580368684553758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114580368684553758' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114580368684553758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114580368684553758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/04/musikanten.html' title='Musikanten'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114372352443678653</id><published>2006-03-30T14:54:00.000+02:00</published><updated>2006-04-23T16:51:38.883+02:00</updated><title type='text'>Il Caimano</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.adnkronos.com/Assets/Imgs/C/caimano_moretti--200x150.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 200px;" alt="" src="http://www.adnkronos.com/Assets/Imgs/C/caimano_moretti--200x150.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di NANNI MORETTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con SILVIO ORLANDO, MARGHERITA BUY&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un produttore in crisi cerca costantemente un nuovo progetto su cui puntare per rilanciare la sua carriera ormai in declino: dopo il fallimento di un film sul ritorno di Cristoforo Colombo, la storia di un misterioso personaggio, definito il caimano, pare convincerlo completamente.&lt;br /&gt;Ritorno al cinema per Nanni Moretti: a distanza di cinque anni dalla palma d’oro de LA STANZA DEL FIGLIO, IL CAIMANO ha fatto discutere sin dalla rivelazione del titolo che ha subito identificato l’operazione come un film su Silvio Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.film.it/fnts/film/immagini/278x134/caimano202.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 200px;" alt="" src="http://www.film.it/fnts/film/immagini/278x134/caimano202.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si era parlato di uno stile che avrebbe richiamato alla memoria il cinema italiano d’impegno alla Rosi, o ancora si vociferava di un’opera di propaganda, vista l’uscita a ridosso delle elezioni, sulla falsa riga dei documentari di Michael Moore. In realtà, fatta eccezione per la piccola partecipazione in veste d’attore del regista, IL CAIMANO è un film tipicamente “morettiano” e riprende un discorso solo momentaneamente interrotto con il lavoro precedente. Come tipiche e prevedibili sono le reazioni che una fetta di critica e di intellighenzia nostrana non ha perso tempo ad esprimere, continuando a fraintendere il cinema del regista, relegandolo ad una piatta e narcisistica visione di se stesso. Il CAIMANO più che un film su Berlusconi, è la storia di una realtà sociale, quella che Moretti racconta sin dagli esordi e che ama spesso controbilanciare alla situazione politica del nostro paese, facendone sempre una sorta di ritratto generazionale. L’operazione, come d’abitudine, è ambiziosa e complessa, raccontata con un gioco d’incastri e di diversi piani narrativi non nuovi per il regista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.adnkronos.com/Assets/Imgs/C/caimano1--200x150.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 200px;" alt="" src="http://www.adnkronos.com/Assets/Imgs/C/caimano1--200x150.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il film di Moretti non è privo di difetti: alcuni personaggi sono piuttosto insipidi, pensiamo alla giovane regista Jasmine Trinca, e alcune gag soffrono della mancanza del vero attore per cui solitamente sono costruite (vedi quella della partita di calcetto o del gelato), oltre che la narrazione, volutamente discontinua, soffra di qualche lungaggine e di alcuni passaggi non troppo chiari. Eppure IL CAIMANO contiene momenti assolutamente magistrali (impossibile non citare il finale, tra le pagine più belle nella cinematografia del regista, ma anche i saluti in macchina tra la Buy e Orlando, o la costruzione del set a ritmo di musica e la barca nella notte per le strade di Roma) e uno spaccato privato, con la separazione tra il produttore e la moglie, raccontato con una sensibilità che evita troppe spiegazioni ma che rende al meglio l’amarezza della vicenda. Così come di grande maturità è la riflessione sul cinema, mezzo incapace di rendere la realtà della vita, dove la rappresentazione del Berlusconi immaginato dal produttore, grottesco e colorato, è niente rispetto alle immagini reali trasmesse dalla televisione; prima del gran finale che restituisce al cinema le proprie qualità, ribaltando la situazione e trasmettendo una profonda e nuova inquietudine raccontando un futuro possibile ma pur sempre immaginato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);font-size:130%;" &gt;*** &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114372352443678653?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114372352443678653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114372352443678653' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114372352443678653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114372352443678653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/03/il-caimano.html' title='Il Caimano'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114372324801228729</id><published>2006-03-30T14:49:00.000+02:00</published><updated>2006-03-30T14:59:42.106+02:00</updated><title type='text'>Il Mio Miglior Nemico</title><content type='html'>&lt;a href="http://cinema.lospettacolo.it/gallery/CARLO_VERDONE.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://cinema.lospettacolo.it/gallery/CARLO_VERDONE.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di CARLO VERDONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con CARLO VERDONE, SILVIO MUCCINO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Achille, manager a capo della catena alberghiera di proprietà della moglie e del cognato, si ritrova sul lastrico per colpa del giovane Orfeo, figlio di una dipendente di uno degli alberghi, licenziata senza scrupoli dallo stesso amministratore. Dopo un iniziale odio reciproco i due si ritroveranno coinvolti nella ricerca della figlia di Achille, recente fidanzata del ragazzo in fuga per il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuova regia per Carlo Verdone, dopo la partecipazione come attore nel fortunato MANUALE D’AMORE, film record d’incassi nella scorsa stagione.&lt;br /&gt;Passato nelle mani del produttore Aurelio De Laurentis, il comico romano confeziona un’operazione più marcatamente di cassetta rispetto ai lavori della sua più recente carriera, continuando in qualche modo il percorso intrapreso nel film dell’anno scorso. IL MIO MIGLIOR NEMICO conta una serie di gag spesso costruite macchinosamente, e che non raramente sono il frutto di una comicità piuttosto grossolana verso cui Verdone negli anni si era tenuto lontano (pensiamo ai fotografi nel parco o al cognato di Achille che non nota la moglie nello studio di lui).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene il regista continui a portare avanti uno stile che coraggiosamente alterna la farsa ad alcuni elementi drammatici, in questo ultimo lavoro le due componenti sono legate artificiosamente. Non mancano alcuni buoni momenti e spesso si ride, ma le troppe coincidenze su cui si regge la prima parte del film e le risoluzioni drammatiche della seconda (l’episodio del padre di Orfeo, i viaggi in giro per il mondo in cerca della ragazza), evidenziano la pochezza della sceneggiatura; questa frutto di più mani, tra cui quelle di Silvio Muccino, riconoscibili nell’irritante dialogo al mare con la fidanzata. Proprio nella presenza del giovane attore e sceneggiatore risiede un altro tasto dolente del film, non tanto nell’interpretazione che è meritevole soprattutto nel tentativo di superare alcuni tormentoni del personaggio “mucciniano”, quanto nell’incapacità di costruire in quest’ultimo un’adeguata spalla comica per il più avviato e collaudato Verdone.&lt;br /&gt;Gratuita appare anche la costruzione tramite flash back con inevitabile voce fuori campo di Muccino che, soprattutto inizialmente, accompagna le vicende della storia. Il grande pubblico ha mostrato però di gradire, con incassi nettamente sopra la media per il simpatico regista romano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;**&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114372324801228729?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114372324801228729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114372324801228729' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114372324801228729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114372324801228729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/03/il-mio-miglior-nemico.html' title='Il Mio Miglior Nemico'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114236334548129272</id><published>2006-03-14T20:02:00.000+01:00</published><updated>2006-03-14T20:09:05.486+01:00</updated><title type='text'>Piano 17</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.university.it/immaginiarticoli/20060228102656piano17.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.university.it/immaginiarticoli/20060228102656piano17.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;dei MANETTI BROS&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con GIAMPAOLO MORELLI, ELISABETTA ROCCHETTI &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Tre personaggi si ritrovano bloccati in un ascensore di un grosso edificio in cui, due di questi, una ragazza scontrosa e un suo timido innamorato, lavorano come impiegati. Il guaio è che il terzo uomo è un criminale nascosto sotto le vesti del personale igienico, e che trasporta una bomba pronta ad esplodere nell’arco di un’ora e mezzo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Presentato come un film svolto in tempo reale e in un unico ambiente, in realtà la storia di PIANO 17 si dipana incredibilmente tramite lunghi e articolati flash back. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo tentativo di lungometraggio dopo lo sfortunato ZORA LA VAMPIRA dei &lt;i style=""&gt;Manetti bros.&lt;/i&gt; ha destato curiosità per le particolari vicende produttive, che hanno come protagonisti gli s&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.enricosilvestrin.it/forum/uploads/Enrico/images/2005-08-05_050410_pittanauffstampa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.enricosilvestrin.it/forum/uploads/Enrico/images/2005-08-05_050410_pittanauffstampa.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;tessi registi e gli amici attori chiamati a lavorare gratuitamente in un film dal bassissimo budget. Con una confezione quasi amatoriale i due fratelli registi provano a dare vita ad una storia che adotta toni da noir, thriller e commedia, che alla povertà delle potenzialità tecniche contrappone una sceneggiatura intrigata, con tanto di situazioni mostrate più volte dai diversi punti di vista dei numerosi personaggi. Cosa ne viene fuori? La dimostrazione che nel cinema non sono i soldi a fare le qualità dei film, bensì le idee e la padronanza del linguaggio. Paradigmatico è PIANO 17 che dietro la scarsezza dei mezzi nasconde un’equivalente miseria di contenuti, in un film che sfocia continuamente nel ridicolo involontario, con dialoghi terrificanti (imperdibile la scena in ascensore con il criminale che si mette a psicoanalizzare i due malcapitati), nell’ingenuo desiderio di riportare in auge un cinema italiano &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cinecitta.it/news/documenti/immagini/2004/07/manetti1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.cinecitta.it/news/documenti/immagini/2004/07/manetti1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;d’intrattenimento, con evidenti omaggi alle atmosfere americane che rischiano di trasformarsi in sterili scopiazzature. Con colpi di scena che tali non risultano (senza svelare troppo pensiamo a quello che si scopre alla fine vedendo la registrazione del nastro, non si capisce se lo spettatore deve o no essere in simbiosi con la sorpresa che desta nel protagonista), e ancora inutili scene cui si costringe gli spettatori a ripetute visioni per un gratuito gioco di riproposta da diversi punti di vista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Gli innesti comici, con il cammeo di &lt;i style=""&gt;Mastrandrea&lt;/i&gt;, e i monologhi contro i napoletani, sono niente rispetto al viso accigliato con tanto di chewing-gum perennemente ciancicato dal protagonista, o allo sguardo torvo di &lt;i style=""&gt;Enrico Silvestrin&lt;/i&gt; e alle battute messe in bocca alla &lt;i style=""&gt;Rocchetti&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Non un cinema leggero e d’evasione, basti pensare al personaggio della figlia di &lt;i style=""&gt;Ghini&lt;/i&gt; di una retorica oltre ogni sopportazione o alla misera metafora che lo stesso &lt;i style=""&gt;Ghini&lt;/i&gt; fa del piano 17, ma un film che ha dato modo, ancora una volta, di portare alla luce la povertà di certa critica italiana che ha avuto il coraggio di appoggiare ed esaltare un’operazione vuota, e allarmante per il nostro cinema, come questa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right; font-family: verdana;" align="right"&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-family:Batang;" &gt;Voto: &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0); font-family: verdana;font-family:Batang;font-size:100%;"  &gt;*&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114236334548129272?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114236334548129272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114236334548129272' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114236334548129272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114236334548129272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/03/piano-17.html' title='Piano 17'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114236293802352930</id><published>2006-03-14T19:59:00.000+01:00</published><updated>2006-03-14T20:02:18.046+01:00</updated><title type='text'>La Terra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.brundisium.net/public/laterra.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.brundisium.net/public/laterra.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;di SERGIO RUBINI&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con FABRIZIO BENTIVOGLIO, EMILIO SOLFRIZZI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Professore di origini pugliesi ormai trasferitosi a Milano, Luigi ritorna nel paesino di nascita per risolvere una disputa che coinvolge i suoi tre fratelli nella proprietà di un terreno. Dopo aver scoperto rancori, invidie e loschi traffici, resterà impigliato in un intrigo con tanto di omicidio cui maggiori sospettati sono proprio i fratelli.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Nuova regia di &lt;i style=""&gt;Sergio Rubini&lt;/i&gt; che ormai porta avanti con sempre più decisione la doppia attività di attore e regista. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Un film di personaggi e di attori, ma anche di scenari e luoghi, quelli della terra del titolo, che non solo è lo spazio che si litigano i fratelli, di vecchia proprietà della famiglia che ora si vorrebbe vendere da chi dei quattro è bisognoso di denaro, ma ancor più è la terra della Puglia, quel sud provinciale che Rubini ha raccontato anche in TUTTO L’AMORE CHE C’E’ e L’ANIMA GEMELLA. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.adnkronos.com/Assets/Imgs/R/rubini_terra--200x200.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.adnkronos.com/Assets/Imgs/R/rubini_terra--200x200.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Opera ambiziosa LA TERRA ricorda il &lt;i style=""&gt;Dostoevskij&lt;/i&gt; dei KARAMAZOV, dove la sottile caratterizzazione di litigiosi e opposti fratelli fa da scenario ad un intrigo giallo, con un assassino presumibilmente nascosto tra i quattro protagonisti. &lt;i style=""&gt;Rubini&lt;/i&gt; non ha paura di volare alto, portando avanti un film corale, con una confezione ricercata e d’esportazione, che dipinge un sud contraddittorio, violento quanto affascinante; verso il quale il protagonista Luigi tenta invano di mantenere il distacco, costretto nel finale a venire a patti con la comunità del luogo, quasi dimenticandosi della sua recente vita e della moglie pronta ad abbandonarlo. Non mancano alcuni ottimi momenti, come tutta la sequenza dell’omicidio, e &lt;i style=""&gt;Rubini&lt;/i&gt;, che si concede, sebbene autolesionista visto il look, un piccolo ma incisivo ruolo, affronta alcuni temi inerenti alla famiglia e ai rapporti parentali, evitando saggiamente luoghi comuni o traumi ad effetto tanto ricorrenti in certo modesto cinema italiano (e ci riferiamo all’ultima &lt;i style=""&gt;Comencini&lt;/i&gt;), dimostrando di essere un vero regista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Peccato che non tutto sia però ben calibrato, ad incominciare dalle musiche inutilmente invadenti di &lt;i style=""&gt;Pino Donaggio&lt;/i&gt;, e da alcuni personaggi non ben raccontati, soprattutto quelli femminili che sembrano completamente avulsi al contesto, dove anche i fratelli, su tutti il politico interpretato da &lt;i style=""&gt;Solfrizzi&lt;/i&gt;, non sempre sono approfonditi sufficientemente. Lo stesso finale, prima nello sviluppo del giallo, poi nella gestione autoritaria di un rinato Luigi, non convince pienamente scivolando in un rassicurante rappacificamento familiare che lascia particolarmente delusi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right; font-family: verdana;" align="right"&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Voto: &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;**&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;1/2&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114236293802352930?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114236293802352930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114236293802352930' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114236293802352930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114236293802352930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/03/la-terra.html' title='La Terra'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114169408433457886</id><published>2006-03-07T02:12:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:07:20.383+01:00</updated><title type='text'>Hostel</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.horrorchannel.com/dread/images/news2/hostelpic4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.horrorchannel.com/dread/images/news2/hostelpic4.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;*1/2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di ELI ROTH&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con DEREK RICHARDSON, JAY HERNANDEZ&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Tre giovani amici viaggiano per l’Europa in cerca di avventure sessuali e, sotto consiglio di un esperto, da Amsterdam si muovono per la Slovacchia. Dopo essersi sistemati in un ostello e aver conosciuto le generose ragazze del luogo, sembrano aver raggiunto il paradiso tanto sperato; peccato si nascondano insidie “chirurgiche”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Seconda opera di &lt;i style=""&gt;Eli Roth&lt;/i&gt;, aiuto regista di &lt;i style=""&gt;David Lynch&lt;/i&gt;, che segue a distanza di tre anni l’horror CABIN FEVER.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;HOSTEL è stato annunciato come un insostenibile e raccapricciante horror da macelleria, tanto che in alcuni cinema viene consegnata una bustina per il vomito come gadget, e sconsigliato a chi debole di cuore. Ad accrescere l’interesse nel pubblico è la firma di &lt;i style=""&gt;Quentin Tarantino&lt;/i&gt; che appare come presentatore del film, in un incarico a lui sempre più consueto, vedi il recente caso di HERO, ma dall’oscura valenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.twitchfilm.net/archives/pics/hostelfangoria.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.twitchfilm.net/archives/pics/hostelfangoria.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sebbene a grandi linee il film rispecchi le regole del genere, lo sviluppo di questa storia ha delle caratteristiche particolari, dove la tradizionale prima parte di preparazione, con gli spensierati e stupidi ragazzi di turno predestinati al massacro, dura più del previsto creando una certa sorpresa nello spettatore. Così come la messa in scena delle uccisioni dei protagonisti, gioca infondo più sul non visto che sulla tanto annunciata violenza insopportabile; ed anzi, una volta entrati nell’incubo grazie all’unico superstite, il ritmo e la narrazione sono più vicini al thriller che al cinema horror.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Se &lt;i style=""&gt;Eli Roth&lt;/i&gt; pare avere sicurezza nella messa in scena, e si diverte a creare un mondo, quello del paesino della Slovacchia (cui consigliamo di denunciare la produzione vista la pessima pubblicità per il turismo locale), davvero inquietante, con gang di bambini pronti a massacrare per una caramella il primo malcapitato; il tutto alla fine si risolve in una sciocchezzuola adatta ad un pubblico piuttosto infantile, dove la lunga attesa è delusa dalla risoluzione finale, in un racconto cui è impossibile pretendere un briciolo di verosimiglianza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;L’operazione è ben lontana dal cinema inquietante e maturo di &lt;i style=""&gt;Takashi Miike&lt;/i&gt; che qui appare in un breve cammeo, tutto a confermare, per chi ancora non l’avesse capito, il pessimo gusto cinematografico del sempre più deludente &lt;i style=""&gt;Tarantino&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114169408433457886?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114169408433457886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114169408433457886' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114169408433457886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114169408433457886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/03/hostel.html' title='Hostel'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114169388272522831</id><published>2006-03-07T02:06:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:14:17.616+01:00</updated><title type='text'>Arrivederci Amore, Ciao</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/arrivederci%20amore%20ciao.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/arrivederci%20amore%20ciao.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;voto   &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di MICHELE SOAVI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;   &lt;p class="MsoNormal" face="verdana" style="text-align: justify;"&gt;con ALESSIO BONI, MICHELE PLACIDO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Un terrorista, già condannato all’ergastolo per un attentato, tornato in Italia dopo anni passati tra omicidi e fughe per il mondo è subito individuato da un agente della polizia corrotto grazie al quale, con reciproci favori, inizia un lungo e sanguinoso percorso di reintegrazione nella società.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Ritorno al cinema per il regista &lt;i style=""&gt;Michele Soavi&lt;/i&gt;, allievo di &lt;i style=""&gt;Dario Argento&lt;/i&gt; e autore de LA CHIESA e DELLAMORTE DELLAMORE.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;ARRIVEDERCI AMORE, CIAO è la trasposizione di un romanzo di &lt;i style=""&gt;Massimo Carlotto&lt;/i&gt;, con protagonista Giorgio, personaggio ambiguo e affascinante cui le gesta si sviluppano attraverso tre decenni di storia italiana. Il ritratto che ne esce è quello di un’Italia non troppo &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/arrivederci%20amore%20ciao2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/arrivederci%20amore%20ciao2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rassicurante, tra giri di droga, omicidi e poliziotti corrotti, dove &lt;i style=""&gt;Soavi&lt;/i&gt; non pare simpatizzare per nessuno, trattando con la stessa freddezza assassini e vittime. Il film si dipana attraverso gli stilemi del poliziesco all’italiana, con tanti piccoli personaggi che sono presentati e poi abbandonati in breve tempo, rendendo in alcuni casi superflua la presenza di alcuni volti noti (vedi &lt;i style=""&gt;Isabella Ferrari&lt;/i&gt; e &lt;i style=""&gt;Carlo Cecchi&lt;/i&gt;). A &lt;i style=""&gt;Soavi&lt;/i&gt; và riconosciuta la capacità di costruire davvero ingegnosamente alcune situazioni abituali del film di genere che sebbene spesso scontate, come tutta la scena del furto con sparatoria al momento della ripartizione del bottino, godono di un piglio narrativo assolutamente pregevole.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Quello che non funzione, ed è proprio per colpa del regista, è nell’eccessivo uso di grandangoli, hit musicali dell’epoca, carrellate e ralenti che rendono al film, soprattutto nella prima parte, un tono pacchiano che non giova. Lo stesso protagonista, che con furbizia e fascino sembra sempre farla franca, è raccontato con un partecipe cinismo che può lasciare interdetti. Così come i personaggi di contorno, nonostante un inedito&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e cattivo &lt;i style=""&gt;Michele Placido&lt;/i&gt;, non riescono ad andare aldilà di facili macchiette e non permettono di certo al film di rientrare nel contesto di uno spaccato sociale, dove anche il passato terroristico del protagonista è completamente avulso e inutile, con tanto di prologo insignificante. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Un cinema incapace di andare oltre alla modesta fattura di genere, non riuscendo né a valorizzare pienamente il racconto poliziesco, né tanto meno ad ambire ad un ritratto generazionale che, nonostante il dignitoso cast, appare superficiale e innocuo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114169388272522831?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114169388272522831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114169388272522831' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114169388272522831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114169388272522831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/03/arrivederci-amore-ciao.html' title='Arrivederci Amore, Ciao'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114116706482744458</id><published>2006-02-28T23:48:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:15:23.376+01:00</updated><title type='text'>Walk The Line -quando l'amore brucia l'anima-</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.twitchfilm.net/pics/cash.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.twitchfilm.net/pics/cash.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Batang;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;*1/2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di JAMES MANGOLD&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;         &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con JOAQUIN PHOENIX, REESE WITHERSPOON&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;Ascesa, caduta e rinascita del grande cantante Johnny Cash che tra droga, alcool e turbolenti amori ha infiammato con le sue canzoni le platee dell’America per ben cinquanta anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;i style=""&gt;James Mangold&lt;/i&gt;, autore interessante di pellicole come COP LAND e IDENTITA’, ha scritto e diretto questo biophic che racconta, partendo sin dall’infanzia di Cash, l’irrequieta esistenza del “man in black” del country-rock, protagonista, negli anni di Elvis Presley, della scena musicale statunitense, con la sua cantata particolare, quasi parlata, e con testi coraggiosi e controcorrente. Nonostante rispecchi in tutto la personalità eccentrica dei miti musicali moderni, con frequenti ricoveri per abuso di tranquillanti e alcool, Cash è riuscito a rimanere sulle scene fino ai primi anni del nuovo millennio. Questa inaspettata longevità pare il frutto dell’amore del cantante per June Carter, interprete country e compagna di Cash fino alle rispettive e ravvicinate morti risalenti a tre anni fa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://us.movies1.yimg.com/movies.yahoo.com/images/hv/photo/movie_pix/twentieth_century_fox/walk_the_line/_group_photos/joaquin_phoenix6.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://us.movies1.yimg.com/movies.yahoo.com/images/hv/photo/movie_pix/twentieth_century_fox/walk_the_line/_group_photos/joaquin_phoenix6.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;WALK THE LINE, dall’imbarazzante titolo italiano QUANDO L’AMORE BRUCIA L’ANIMA, costruito come da tradizione su un lungo flash back, racconta proprio la storia sentimentale decisamente turbolenta, entrambi erano già sposati con figli a carico, tra i due cantanti, dove la Carter rappresenta la coscienza dell’indisciplinato Cash. Ormai è un filone che non sembra arrestarsi, sono già in cantiere film su altri miti rock, ma Hollywood pare aver scoperto un mondo tanto affascinante e imprevedibile come quello delle esistenze dei cantanti contemporanei, vedi i recenti RAY o LAST DAYS. Purtroppo WALK THE LINE rispecchia in tutto i luoghi comuni sulla natura maledetta di questi artisti, e il Cash di &lt;i style=""&gt;Mangold&lt;/i&gt;, che si è ispirato alle memorie dello stesso cantante, risulta come il solito balordo con il solo dono della musica. Sebbene il film per una buona parte non difetti in ritmo e scioltezza narrativa, è proprio il progredire del protagonista in uno stato inquieto e malato ad infilare la storia in una ripetizione noiosa e superficiale di stereotipi che appesantiscono inutilmente una commedia ben interpretata dai due protagonisti, immancabilmente in lizza per gli Oscar. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Tra scoppi d’ira, con tanto di stanze e bagni distrutti, occhi allucinati e fronte sudata, e ammiratrici pronte a gratuite prestazioni sessuali e padri odiati e violenti, WALK THE LINE rischia di farsi apprezzare solo per le canzoni di Cash, grazie ad un ottimo lavoro sonoro e alla fedele interpretazione di &lt;i style=""&gt;Phoenix&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114116706482744458?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114116706482744458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114116706482744458' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114116706482744458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114116706482744458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/02/walk-line-quando-lamore-brucia-lanima.html' title='Walk The Line -quando l&apos;amore brucia l&apos;anima-'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114116668808019061</id><published>2006-02-28T23:42:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:15:48.876+01:00</updated><title type='text'>Jarhead</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/Jarhead%20poster.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/Jarhead%20poster.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Batang;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di SAM MANDES&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;         &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con JAKE GYLLENHALL, JAMIE FOXX&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;La Guerra del Golfo vista dagli occhi di un giovane cecchino dei marine, orgoglioso e pronto ad uccidere per la patria. Dall’addestramento alla battaglia nel deserto, l’esistenza dei soldati è messa a dura prova fisicamente quanto mentalmente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Il premio Oscar per AMERICAN BEAUTY &lt;i style=""&gt;Sam Mendes&lt;/i&gt;, torna al cinema a quattro anni da ERA MIO PADRE adattando un libro di memorie di &lt;i style=""&gt;Anthony Swofford&lt;/i&gt;. Quanto ha senso un film di guerra ad oggi che le immagini di sangue e violenze ci sono continuamente mostrate dalla televisione? In realtà JARHEAD è raccontato proprio tramite l’assenza fisica e filmica della guerra, e fatta eccezione per brevi istanti, le uniche vere sequenze bellicose sono quelle del celebre bombardamento sulle note di &lt;i style=""&gt;Wagner&lt;/i&gt; in APOCALYPSE NOW, proiettato ai marine proprio nel tentativo di eccitarli nell’attesa di un eventuale attacco. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;L’intelligente spunto del film sta proprio nell’attesa snervante dei soldati, impazienti di entrare in azione in una guerra che finirà con la completa inattività di numerosi marine. Ragazzi addestrati ad uccidere e costretti ad attraversare un territorio di morte senza una vera utilità, segnati a vita da un’esperienza atroce quanto inutile. Quello che poteva essere un tema affascinante ed originale è vanificato dall’autocompiacimento di &lt;i style=""&gt;Mendes&lt;/i&gt;, voglioso in ogni sequenza di sbandierare il proprio stile, abusando così di inutili soggettive ad effetto, inquadrature ricercate quanto vuote e flash back artificiosi; e che non riesce invece a controllare la sceneggiatura, ampliando inutilmente il discorso e coinvolgendo improbabili paragoni con altre pellicole, vedi FULL METAL JACKET e IL CACCIATORE.&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Ecco così che dopo una bella scena in cui il protagonista è fermato dai superiori mentre sta per sparare il suo primo colpo, seguita dall’ultima immagine dei soldati nel deserto a guerra finita e successivamente di ritorno nel pullman in patria, &lt;i style=""&gt;Mendes&lt;/i&gt; costruisce una sequenza banale e immotivata con i vari personaggi visti nelle loro vite successive, con tanto di musica e montaggio ad effetto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Con una confezione di gran classe e un protagonista &lt;i style=""&gt;Jake Gyllenhall&lt;/i&gt; sempre più richiesto ad Hollywood, JARHEAD contiene ottime intenzioni e alcuni grandi momenti, vanificati dagli eccessi del regista che hanno determinato al film scarso interesse sia in patria che in Europa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114116668808019061?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114116668808019061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114116668808019061' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114116668808019061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114116668808019061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/02/jarhead.html' title='Jarhead'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114064708004358420</id><published>2006-02-22T23:21:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:16:10.913+01:00</updated><title type='text'>Transamerica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/transamerica.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/transamerica.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di DUNCAN TUCKER &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con FELICITY HUFFMAN&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Ad un passo dal definitivo cambio di vita, il transessuale Bree riceve un’inaspettata telefonata da un presunto figlio avuto diciassette anni prima. Costretto dalla psicoanalista, Bree intraprende un lungo viaggio insieme al ragazzo che tra reminiscenze del passato e aspirazioni future, complicherà nel bene e nel male la vita del protagonista. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Piccolo caso in patria dove ha ottenuto grandi consensi ed è in lizza anche per alcuni Oscar, TRANSAMERICA ha tutti i requisiti di un certo cinema d’autore a basso costo statunitense, strutturato sul consueto road movie con personaggi e realtà provinciali che lentamente si affacciano nel percorso dei protagonisti che a fine viaggio subiscono uno sviluppo psicologico. Sia l’incipit del film, con l’improvvisa telefonata del figlio proprio a pochi giorni dall’operazione definitiva di Bree, e la relativa partenza del protagonista verso il ragazzo, che tutta la prima parte, ovvero quella effettivamente sulla strada, con il turbolento viaggio dei due, sono le cose meno buone di questo lavoro diretto da &lt;i style=""&gt;Duncan Tucker&lt;/i&gt;; piene come sono di luoghi comuni del genere, con ragazzo turbolento, hippy dal doppio volto, indiani saggi e buoni, e con le inevitabili rivelazioni psicologiche dei personaggi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/transamericak.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/transamericak.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il punto d’arrivo del viaggio, ovvero la casa dei genitori di Bree, da anni senza notizie del figlio, contiene, sebbene senza grandi momenti, i risvolti più interessanti di un film che però non riesce a dosare gli ingredienti, e si diverte eccessivamente in un accumulo di situazioni e rivelazioni che alla lunga rischiano di lasciare indifferenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Di spessore invece il tratteggio del protagonista, cui &lt;i style=""&gt;Felicity Huffman&lt;/i&gt; dà vita con grande sensibilità, unico elemento davvero originale del film, un transessuale lontano da tutti gli stereotipi, introverso e maturo, con una perenne maschera in volto di dolore e fiducia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Arricchito con toni spesso languidi, altre volte di commedia brillante, lavorato sui primi piani dei protagonisti, TRANSAMERICA non riesce ad elaborare una vera tensione drammatica, e se l’operazione finale di Bree porta lo spettatore sempre più a fraternizzare con questo ben sfaccettato personaggio, viceversa l’incontro finale con il figlio, rischia di essere l’ultima di una lunga serie di banalità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114064708004358420?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114064708004358420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114064708004358420' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114064708004358420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114064708004358420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/02/transamerica.html' title='Transamerica'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-114064683956928772</id><published>2006-02-22T23:17:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:16:42.036+01:00</updated><title type='text'>Cacciatore di Teste</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/cacciatorediteste.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/cacciatorediteste.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di COSTA-GAVRAS&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con JOSE’ GARCIA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Brillante dirigente d’industria cartaria, Bruno si ritrova improvvisamente senza lavoro per colpa di una ristrutturazione dell’azienda in cui esercita. Preso da sconforto ed esaurimento nervoso, dopo anni di disoccupazione, con la famiglia sulle spalle, mette in atto un piano criminale ed ingegnoso con l’obbiettivo di riappropriarsi del meritato impiego.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Nuovo film dell’ultra settantenne &lt;i style=""&gt;Costa-Gavras&lt;/i&gt;, regista sempre impegnato e dall’altalenante carriera che vanta prestigiosi titoli come MISSING-SCOMPARSO e cadute quali MAD CITY-ASSALTO ALLA NOTIZIA.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Le gesta del simpatico protagonista Bruno sono sviluppate tramite l’eliminazione fisica dei candidati più prestigiosi al posto ambito dal povero disoccupato, vittime predestinate di una caccia spietata e sofferta. CACCIATORE DI TESTE, che parte da un romanzo americano qui adattato in Francia, esprime una visione estremamente cinica e pessimista della nostra società, in qualche modo affine ai ritratti recenti degli ultimi film di &lt;i style=""&gt;Allen&lt;/i&gt; e &lt;i style=""&gt;Cronenberg&lt;/i&gt;, in cui l’omicidio sembra l’ultimo dei mali e anzi il primo dei rimedi. Autore politico &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vocedimilano.it/public/1022006_02826_Il%20cacciatore%20di%20teste.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.vocedimilano.it/public/1022006_02826_Il%20cacciatore%20di%20teste.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i style=""&gt;Costa-Gavras&lt;/i&gt; elabora dietro una cupa e grottesca parabola una denuncia del claustrofobico mondo del lavoro e dell’insensato arrivismo che determina sui dipendenti; spingendosi oltre e coinvolgendo le sfere psicologiche e familiari del protagonista, con tanto di moglie docile ma insoddisfatta, e figli turbolenti. Eppure sono proprio gli aspetti politici e sociali a non centrare il bersaglio, smorzati da alcuni luoghi comuni e da una certa ripetitività che porta poi il film ad un finale piuttosto inefficace. A farsi apprezzare sono invece gli innesti di commedia nera, ben sottolineati dall’interpretazione di &lt;i style=""&gt;José Garcia&lt;/i&gt;, che portano lo spettatore a simpatizzare con il protagonista e a godersi i piccoli ritratti umani che si affacciano nel percorso di Bruno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Lo stile di &lt;i style=""&gt;Costa-Gavras&lt;/i&gt; sa elaborare una tensione che permette anche qualche innesto di giallo, e molte sequenze sono davvero gustose, ma voler mettere troppa carne al fuoco, vedi i già citati problemi familiari, con tanto di analista di coppia, guai giudiziari del figlio, prime scintille sessuali della figlia, infiacchisce la denuncia politica del film, meno graffiante di quanto probabilmente il regista avrebbe voluto, esaltando invece le qualità comiche del copione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;                                                                          SVEVO MOLTRASIO&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-114064683956928772?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/114064683956928772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=114064683956928772' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114064683956928772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/114064683956928772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/02/cacciatore-di-teste.html' title='Cacciatore di Teste'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113909215783835069</id><published>2006-02-04T23:25:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:17:05.413+01:00</updated><title type='text'>Munich</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cinoche.com/images/actualites/2004/munich.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.cinoche.com/images/actualites/2004/munich.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Steven Spielberg&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con ERIC BANA; MATTIEU KASSOVITZ&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Dopo il noto e tragico attentato terroristico di stampo palestinese avvenuto durante le Olimpiadi di Monaco nel 1972, il governo israeliano organizza una spietata caccia tramite una squadra speciale, cui obbiettivo è l’individuazione ed eliminazione dei presunti mandanti della strage. Toccando mezza Europa, l’orda vendicativa porterà un’escalation di morti ammazzati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Non si ferma mai &lt;i style=""&gt;Steven Spielberg&lt;/i&gt;, ancora abbiamo negli occhi gli alieni che bruciano e inceneriscono i poveri umani ne LA GUERRA DEI MONDI, che già ci troviamo di fronte ad un nuovo titolo del regista che rientra nella categoria del cinema più dichiaratamente d’impegno dell’autore di ET. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;L’attentato di Settembre Nero in cui persero la vita undici atleti israeliani, i&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://news.softpedia.com/images/news2/Spielberg-To-Shoot-Black-September-The-1972-Munich-Olympics-Tragedy-2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://news.softpedia.com/images/news2/Spielberg-To-Shoot-Black-September-The-1972-Munich-Olympics-Tragedy-2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nteressa a &lt;i style=""&gt;Spielberg&lt;/i&gt; per raccontare una fredda e insensata risposta sanguinosa che nella sua inutilità ha dato vita a spargimenti di sangue a catena; ed è su questo aspetto, sulla violenza che genera violenza, che il regista vuole porre l’accento, utilizzando le immagini di Monaco come incipit del film che ritorna nello svolgimento tramite i flash back del protagonista. Aldilà di qualsiasi valutazione contenutistica, che può apparire banale o coraggiosa a seconda dei punti di vista, ciò che delude in MUNICH è la conferma di una certa incapacità da parte di &lt;i style=""&gt;Spielberg&lt;/i&gt; nell’integrare la confezione di classe stilistica e visiva, con gli spunti del pensatore. Paradigmatico a riguardo è il cruento omicidio della donna olandese, che poco prima aveva eliminato uno dei personaggi della squadra protagonista del film, in cui con una messa in scena efficace si assiste inorriditi ad un atto che non può avere ragione di esistere solo per il didascalico s&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cinebso.com/upload/noticias/Munich/munich05.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.cinebso.com/upload/noticias/Munich/munich05.JPG" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;enso di colpa che pochi minuti dopo affligge i personaggi. Così come tutto il film, con le continue operazioni omicide, risulta ripetitivo e senza grandi invenzioni, rendendo assolutamente posticcio il percorso psicologico del protagonista. Per non parlare del richiamo ai valori della famiglia, da sempre nella cinematografia del regista asse portante della natura e cultura umana, che ormai con il continuo riaffiorare in ogni film dell’autore rischia di apparire come un semplice e fiacco espediente narrativo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Opera completamente irrisolta, MUNICH rischia di apparire come un debole film di spionaggio sulla scia del cinema degli anni ‘70, combinato ad una puntata di MISSION IMPOSSIBLE in cui alcune sequenze risultano davvero imbarazzanti (imperdonabile la scena di sesso alternata alla sequenza dell’attentato).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Per quanto riguarda l’edizione italiana, il doppiaggio di &lt;i style=""&gt;Claudio Santamaria&lt;/i&gt;, efficace nel recente BATMAN BEGINS, qui appare piuttosto scialbo e non aiuta la recitazione del già inconsistente &lt;i style=""&gt;Eric Bana&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113909215783835069?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113909215783835069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113909215783835069' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113909215783835069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113909215783835069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/02/munich.html' title='Munich'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113909187119678000</id><published>2006-02-04T23:22:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:17:49.736+01:00</updated><title type='text'>I Segreti di Brokeback Mountain</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.university.it/immaginiarticoli/2006011415323mountain.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.university.it/immaginiarticoli/2006011415323mountain.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:verdana;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Ang Lee&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con HEATH LEDGER; JAKE GILLENHAAL&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Nei primi anni ‘60 due giovani ragazzi sono ingaggiati per pascolare e controllare mandrie di pecore tra le montagne del Wyoming. Il lavoro, lungo un’estate, monotono e solitario porta i due giovani cowboy ad instaurare un legame affettivo imprevedibile e dirompente che, con le inevitabili difficoltà, si trascinerà anche negli anni avvenire.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;i style=""&gt;Ang Lee&lt;/i&gt; dirige questa chiacchierata storia d’amore omosessuale vincitrice del Leone d’oro a Venezia, di numerosi Golden Globe e accreditata trionfatrice all’imminente notte degli Oscar hollywoodiani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN è strutturato su due parti ben distinte: una iniziale che sullo sfondo delle montagne vede il progressivo avvicinamento tra i due protagonisti, in un’anomala storia d’amore immersa nella pace della natura; seguita da una seconda parte che, più lunga e articolata narra le difficoltà della relazione nella società, trasforma il film in uno spaccato sociale di un’America che nell’arco di un decennio è vissuta con difficoltà dai due amanti costretti a nascondere i loro sentimenti, concedendosi brevi e saltuari incontri proprio nella montagna del titolo. Così che alla normale armonia iniziale, ben cadenzata dal pacifico scenario, in cui la narrazione predilige le immagini e la lentezza, &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vocedimilano.it/public/2012006_13223_cowboy2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.vocedimilano.it/public/2012006_13223_cowboy2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i style=""&gt;Ang Lee&lt;/i&gt; contrappone la frenesia della comunità umana, soffocata dal lavoro, dal principio della famiglia e dagli inevitabili pregiudizi, con uno stile che lavora per accumuli narrativi trasportando il film in un genere più prevedibile che sfiora, senza mai approfondire pienamente, numerosi aspetti della realtà sociale e che, soprattutto nello scivolone finale nel melodramma, rischia di tirare il tutto troppo per le lunghe.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Gode forse di fama eccessiva questo film, da molti ingenuamente indicato come coraggioso superamento di cliché maschilisti soprattutto nell’ambito del genere americano per eccellenza, ovvero il western; in realtà proprio con il cinema dei pistoleri e degli speroni BROKEBACK MOUNTAIN ha ben poco in comune oltre ai cavalli e le montagne. I pregi del film di &lt;i style=""&gt;Ang Lee&lt;/i&gt; vanno invece individuati&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;nell’ottima sceneggiatura, con relativa sapiente scrittura dei dialoghi, e nella brillante interpretazione degli attori, accanto allo strombazzato &lt;i style=""&gt;Heath Ledger&lt;/i&gt;, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;è meritevole anche &lt;i style=""&gt;Jake Gillenhaal&lt;/i&gt;, che consentono al film di contenere alcuni momenti di grande spessore: oltre a tutta la prima parte tra le montagne, alcune situazioni delle famiglie dei due protagonisti, con relative frustrazioni e sfoghi, sono davvero notevoli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113909187119678000?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113909187119678000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113909187119678000' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113909187119678000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113909187119678000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/02/i-segreti-di-brokeback-mountain.html' title='I Segreti di Brokeback Mountain'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113788028108328421</id><published>2006-01-21T22:48:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:18:27.756+01:00</updated><title type='text'>Match Point</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.lagranconnectada.com/cinema/trailers/0127.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.lagranconnectada.com/cinema/trailers/0127.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;***1/2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;di Woody Allen&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con JONATHAN RHYS-MEYERS; SCARLETT JOHANSSON &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Dopo aver abbandonato il circuito professionistico del tennis, il giovane Chris Wilton trasferitosi a Londra entra in contatto con l’alta società locale, conquistando in breve le simpatie di una ricca famiglia. Dopo essersi sposato, ormai entrato nelle abitudini di una vita piena di agi, intraprende una relazione extraconiugale con la sensuale Nola che gli comporterà non poche difficoltà e drastici provvedimenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://us.movies1.yimg.com/movies.yahoo.com/images/hv/photo/movie_pix/cannes/cannes_film_festival_2005_photos/_group_photos/scarlett_johansson16.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://us.movies1.yimg.com/movies.yahoo.com/images/hv/photo/movie_pix/cannes/cannes_film_festival_2005_photos/_group_photos/scarlett_johansson16.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ennesimo film per il prolifico &lt;i style=""&gt;Woody Allen&lt;/i&gt;: dalla presentazione fuori concorso all’ultimo festival di Cannes, MATCH POINT è stato annunciato come il ritorno, dopo anni di buio, alle grandi prove del regista e coraggioso cambiamento nelle ripetitive atmosfere cinematografiche del comico americano. Quanto c’è di vero nelle tanto strombazzate novità di quest’ultimo lavoro? Se effettivamente Londra non era mai stata lo scenario di un film di &lt;i style=""&gt;Allen&lt;/i&gt;, già altre volte ci si era allontanati da New York; e i musei, i parchi, i locali e le strade dove le coppie di personaggi che parlano a scatti nevrotici s’incontrano più o meno casualmente, sono quelli tanto cari al regista. Così come le tematiche, con tanto di adulterio, omicidio, colpa e presunto castigo, vengono di pari passo da tanti altri film di &lt;i style=""&gt;Allen&lt;/i&gt;, qui nelle vesti esclusivamente di regista di un’opera in cui l’ironia è nella casualità della vita reale e quotidiana, e non nelle celebri battute del comico (e anche questa infondo non è una novità). Ciò che realmente sorprende, o meglio spiazza letteralmente lo spettatore, è la radicalità e freddezza con cui &lt;i style=""&gt;Allen&lt;/i&gt; ribadisce la propria cupa visione di un mondo razionale &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.joblo.com/newsimages1/news-rev-matchpoint.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.joblo.com/newsimages1/news-rev-matchpoint.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ma illogico, di cui il protagonista Chris ne è la giusta apparenza, affascinante e &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;arrivista, intelligente ma maldestro. Davvero spietato è il modo in cui si simpatizza per il protagonista e ci si diverte nella risoluzione finale, accantonando la crudeltà di un atto ingiustificabile anche nella componente logica e che rimarrà impunito giuridicamente quanto spiritualmente. Qui è la grande maestria di Allen che nonostante qualche lungaggine di troppo (vizio della sua ultima produzione sono gli interminabili piani sequenza che avvolte appesantiscono la costruzione di dialoghi e scene), citando e poi ribaltando &lt;i style=""&gt;Dostoevskij&lt;/i&gt;, con grande perizia costruisce un accumulo di suspense che trova degno sfogo nell’atto criminoso di Chris (ben interpretato da &lt;i style=""&gt;Jonathan Rhys-Meyers&lt;/i&gt;, ma tutto il cast è all’altezza), innalzando a vero cardine dell’esistenza umana la fortuna. Asciutto e ben calibrato, costruito sapientemente per salti temporali spesso improvvisi, MATCH POINT ritrae un’umanità che davanti ad una tazza di caffè inorridisce alla notizia di un terremoto così come all’omicidio di una vicina conoscente, ma che freneticamente desidera e pretende procreare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113788028108328421?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113788028108328421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113788028108328421' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113788028108328421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113788028108328421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/01/match-point.html' title='Match Point'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113788010056413549</id><published>2006-01-21T22:44:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:19:44.166+01:00</updated><title type='text'>The New World</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://movies.apple.com/trailers/newline/the_new_world/img/main/left.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://movies.apple.com/trailers/newline/the_new_world/img/main/left.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;**1/2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di TERRENCE MALICK&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;         &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con COLIN FARRELL; Q’ORIANKA KILCHER &lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;Ambientato nel XVII secolo narra la famosa storia d’amore tra l’indigena Pocahontas e il capitano inglese Smith, sbarcato nelle selvagge terre della Virginia con le imbarcazioni dei coloni inglesi. Parallelamente al complicato legame sentimentale si evidenziano gli attriti tra le due diverse culture venute a contatto, ponendo a confronto due realtà così lontane ma destinate, sebbene con non poche difficoltà, ad un comune futuro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.sorenz.dk/The%20new%20world%20pic.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.sorenz.dk/The%20new%20world%20pic.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il nuovo film di &lt;i style=""&gt;Terrence Malick&lt;/i&gt; arriva a otto anni di distanza dal precedente LA SOTTILE LINEA ROSSA, e da questo recupera lo stile fatto di una narrazione lenta e diluita, di immagini immerse meravigliosamente nella natura e scandite dalla voce fuori campo dei personaggi. Sembra ormai questo il segno distintivo del regista, per un cinema di altri tempi, o meglio fuori dal tempo, dall’indubbio fascino ma dalla laboriosa visione. Così come nel film sulla seconda guerra mondiale, anche in THE NEW WORLD un capitolo importante della storia è raccontato con cadenza trascendentale e in chiave intimista, costruito per analogie e contrapposizioni con la natura circostante, sempre vera protagonista del racconto. La tormentata storia d’amore tra i due protagonisti, oltre ad offrire lo spunto per l’interazione tra le diverse comunità e un’allegoria sul principio della cultura americana, raccontata con la ricerca poetica di &lt;i style=""&gt;Malick&lt;/i&gt; rischia, alla lunga e nella sua voluta ripetitività, di appesantire un film che ha invece nella forza delle immagini e nell’ellissi con cui spesso è costruito (vedi tutta la magnifica parte finale in Inghilterra e il ritorno in Virginia) le sue inconfondibili qualità. Quasi che non sia nelle corde del regista la narrazione di una trasportante relazione sentimentale, decisamente più riuscita quando &lt;i style=""&gt;Malick&lt;/i&gt; l’affronta indirettamente e con altre sfumature come ne LA SOTTILE LINEA ROSSA o nella più tranquilla storia d’affetti che la giovane indigena, nella seconda parte del film, intrattiene con un altro colono inglese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;i style=""&gt;Malick&lt;/i&gt; è abile nel sorvolare i luoghi comuni sui difficili rapporti tra le due culture, infondo più pacifici che altro, costruendo un’unica vera scena di sangue stilisticamente notevole, come tutto il film che risulta visivamente magistrale e in cui la partitura musicale, con brani di Mozart e Wagner, sottolinea intelligentemente le immagini. Meno presenti e anche meno essenziali rispetto al film precedente, le voci fuori campo dei personaggi risultano non sempre accessibili, così come l’intera opera che richiede allo spettatore un tanto di pazienza di troppo.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right; font-family: verdana;" align="right"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;SVEVO MOLTRASIO&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113788010056413549?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113788010056413549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113788010056413549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113788010056413549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113788010056413549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/01/new-world.html' title='The New World'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113726655357779381</id><published>2006-01-14T20:18:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:20:21.396+01:00</updated><title type='text'>Lady Vendetta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cinematografo.it/allegati/3299/lady_vendetta_230_01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.cinematografo.it/allegati/3299/lady_vendetta_230_01.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style="font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:verdana;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;***1/2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Park Chan-Wook&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;con LEE YOUNG-AE; CHOI MIN-SIK&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Appena uscita dal carcere dove ha scontato tredici anni di reclusione per l’omicidio di un bambino, la bella Lee Geum-ja da detenuta modello si trasforma in una conturbante donna dalle misteriose intenzioni. A muoverla è il desiderio di vendetta verso colui che pare il vero responsabile del crimine di cui è stata accusata, e il percorso che la porterà al compimento della resa dei conti sarà davvero tortuoso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Il coreano &lt;i style=""&gt;Park Chan-wook&lt;/i&gt;, completa la trilogia sulla vendetta con quest’ultimo capitolo che segue OLD BOY e il più lontano MR. VENDETTA. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.drammaturgia.it/recensioni/img/cat5/0905_sympathy_02.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.drammaturgia.it/recensioni/img/cat5/0905_sympathy_02.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Davvero un film rischioso e complesso questo LADY VENDETTA, che richiede allo spettatore continua attenzione e lo immerge in situazioni e argomenti spesso insopportabili. Il procedere della bella protagonista, inizialmente tramite frequenti e articolati flash back sulla vita carceraria, è cadenzato su toni divertiti e con accumuli narrativi che rendono lo svolgimento della storia piuttosto frammentato e frenetico, tanto che si rischia di perdere qualche passaggio. In questa prima parte &lt;i style=""&gt;Chan-wook&lt;/i&gt; conferma la straordinaria abilità di racconto, coadiuvata da uno stile ricco di invenzioni e intriso di lirismo, ma che fa da preludio ad una seconda parte davvero imprevedibile. Il compimento della vendetta, che assume connotati sociali, porta il film a toccare argomenti come la pedofilia, la colpa e l’espiazione, la violenza e i legami umani, da un’ottica coraggiosa e mai banale; l’ultima porzione del film, sviluppata in larga parte sul processo di cui è vittima il reale colpevole della storia, oltre a riecheggiare &lt;i style=""&gt;Fritz Lang&lt;/i&gt;, propone un mondo davvero impazzito, dove ricercare un nesso logico pare un’utopia e ogni gesto, violento o d’amore, rischia di perdersi in una comunità insensata cui il grottesco della messa in scena è il giusto contrappunto. Si potrebbe accusare &lt;i style=""&gt;Chan-wook&lt;/i&gt; di mettere troppa carne al fuoco, con troppi personaggi e argomenti, e alcune situazioni sembrano rischiare il manierismo; ma a ben vedere si ha la sensazione che il regista abbia ben chiaro dove arrivare, e il volto della protagonista, nel finale sotto la neve, goffamente immerso nel dolce bianco simbolo di candore, chiude poeticamente una cupa e magnifica parabola. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113726655357779381?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113726655357779381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113726655357779381' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113726655357779381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113726655357779381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/01/lady-vendetta.html' title='Lady Vendetta'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113726617449469425</id><published>2006-01-14T20:12:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:20:46.686+01:00</updated><title type='text'>King Kong</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://ffmedia.ign.com/filmforce/image/article/629/629804/king-kong-20050628062813077-000.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://ffmedia.ign.com/filmforce/image/article/629/629804/king-kong-20050628062813077-000.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di  Peter Jackson&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;           &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;con NOAMI &lt;/span&gt;&lt;st1:place style="font-family: verdana;"&gt;WATTS&lt;/st1:place&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;; ADRIEN BRODY &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;Ritorna lo scimmione più famoso del cinema: a più di settant’ anni dal primo KING KONG, il povero bestione viene di nuovo catapultato nella frenetica New York e portato via dalla sua giungla. Nonostante il pessimo trattamento che gli riservano gli umani, lo scimmione saprà innamorarsi di una bella bionda, il cui amore, che pare corrisposto, lo porterà alla morte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.scoop.co.nz/stories/images/0409/47d3cb9a5433aaafb7b5.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.scoop.co.nz/stories/images/0409/47d3cb9a5433aaafb7b5.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il neozelandese &lt;i style=""&gt;Peter Jackson&lt;/i&gt; non soddisfatto dell’impresa titanica da poco portata a termine, sua l’acclamata trilogia de IL SIGNORE DEGLI ANELLI, s’imbarca in un altro progetto mastodontico. Il rifacimento del film di &lt;i style=""&gt;Cooper&lt;/i&gt; e &lt;i style=""&gt;Schoedsack&lt;/i&gt; del ‘33 è questa volta, al contrario del KING KONG del ’76, piuttosto fedele all’originale e così come era stato a suo tempo, anche questa operazione avrebbe nelle intenzioni la voglia di sorprendere e affascinare il pubblico con uno spettacolo visivamente grandioso. Tutto è votato all’eccesso, nella durata che raggiunge le tre ore così come nell’utilizzo degli effetti speciali, confezionando un film che sembra l’esatta materializzazione della denuncia contro il gusto hollywoodiano che ricorre nella storia: basta vedere il regista che si ostina a riprendere con la cinepresa anche nelle situazione più impensabili, e nello spettacolone cui costringe il povero King Kong legato davanti ad un pubblico affascinato. Proprio in questo risiede uno dei difetti più fastidiosi di questa operazione, una contraddizione di fondo che non aiuta la visione di un film troppo slabbrato nella sceneggiatura, che si dilunga in inutili sequenze che vorrebbe essere frutto della straordinaria fantasia di &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.canmag.com/images/front/movies2005b/kong8.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.canmag.com/images/front/movies2005b/kong8.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i style=""&gt;Jackson&lt;/i&gt;,&lt;i style=""&gt; &lt;/i&gt;ma che invece rischiano di immergere lo spettatore in un videogioco troppo fracassone; e le infinite citazioni cinematografiche appesantiscono ancor più lo svolgimento, non giovando al povero scimmione e al suo toccante amore di cui lo spettatore, bersagliato da tanti eccessi, rischia completamente di dimenticarsi. Non c’è commozione e partecipazione dunque, resta una prima parte, fino alla prima apparizione di King Kong, di grande maestria stilistica così come alcune scene (straordinario lo scimmione che ride alle gag della bionda), che accrescono la delusione del risultato finale; confermata dai tiepidi incassi, sia in patria che in Italia, ben al di sotto delle aspettative.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113726617449469425?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113726617449469425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113726617449469425' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113726617449469425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113726617449469425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2006/01/king-kong.html' title='King Kong'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113562882606470427</id><published>2005-12-26T21:24:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:21:15.963+01:00</updated><title type='text'>L'enfant</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cfwb.be/av/IMG/lenfant.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.cfwb.be/av/IMG/lenfant.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di JEAN-PIERRE e LUC DARDENNE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;         &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;con J&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;ER&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;E&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;MIE RENIER; D&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;E&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;BORAH FRAN&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;C&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;OIS&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;Protagonisti della storia sono una coppia di giovani ragazzi appena diventati genitori: lui è un tipo completamente inaffidabile che campa di piccoli furti, comprese le borse delle signore, e non ne vuole sapere di lavorare; lei pare più matura e vogliosa nei confronti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt; del neonato che accudisce amorosamente. La meschinità del ragazzo sfocerà nella vendita del pupo e la conseguente distruzione del rapporto con la ragazza; il percorso di colpa e perdono non sarà privo di ostacoli. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Nuovo lavoro dei fratelli belgi &lt;i style=""&gt;Jean-Pierre &lt;/i&gt;e &lt;i style=""&gt;Luc&lt;/i&gt; &lt;i style=""&gt;Dardenne&lt;/i&gt;, da molti considerati il miglior esempio&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;del moderno neorealismo: il loro è un cinema girato sulla strada, senza apparente inte&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;rvento tecnico, con camera a mano sempre stretta sui volti dei personaggi, senza colonna sonora e con storie dallo svolgimento narrativo quotidiano. Ma a ben vedere il loro è un cinema estremamente complesso ed elaborato, dietro l’apparente improvvisazione c’è invece un lavoro di messa in scena molto ben calcolato e rigoroso. Così come le storie, superficialmente quotidiane, sono in realtà delle vere e proprie parabole che costringono personaggi a lunghi e dolorosi percorsi spirituali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.filmmesse-leipzig.de/filmbilder/l-enfant.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.filmmesse-leipzig.de/filmbilder/l-enfant.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Protagonista de L’ENFANT, discussa palma d’oro all’ultimo festival di Cannes, è Bruno, ragazzo insicuro e di cui con fatica scrutiamo le intenzioni, perso in piccoli atti di delinquenza: la prima parte del film segue questo personaggio in azioni prive di logica che sfociano, dopo la vendita del neonato, in quello che pare un tentativo di rimediare non tanto ad una vita di brigantaggio, ma semplicemente ad una delusione data all’unica persona, la ragazza, che pare dargli attenzione. Per questo il progredire spirituale del personaggio in questo film pare più debole che nelle altre magistrali pellicole dei &lt;i style=""&gt;Dardenne&lt;/i&gt;, e le relative scene rivelatrici, in primis il pianto finale, sembrano più situazioni e trovate ad effetto che vere e proprie svolte interiori del protagonista. Resta indiscusso il talento stilistico dei due registi: il passeggiare agitato dei ragazzi, l’inseguimento del motorino e tutto il senso di stoltezza che nelle diverse scene agita la vita del protagonista, sono di una forza emozionale straripante e di una bellezza narrativa, fatta di piccoli episodi (vedi le risate prima del furto col motorino, per una presunta puzza del ragazzino compagno di sventura di Bruno) costruiti con grande bravura. Ma l’elaborazione dei complessi spirituali dei personaggi in altre opere dei due registi, come nel precedente Il FIGLIO, appaiono mete cinematografiche ben più dirompenti e strazianti che in questo film.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113562882606470427?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113562882606470427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113562882606470427' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113562882606470427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113562882606470427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2005/12/lenfant.html' title='L&apos;enfant'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113562861422008139</id><published>2005-12-26T21:21:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:21:37.420+01:00</updated><title type='text'>A History of Violence</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.slogun.com/boxsetpostcard.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.slogun.com/boxsetpostcard.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-family:Verdana;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;****&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di DAVID CRONENBERG&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;con VIGGO MORTENSEN, MARIA BELLO; ED HARRIS&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Ritratto di una tranquilla e bella famigliola della provincia americana: Tom è un uomo mite e un padre affettuoso, con una bella moglie e due figli, un liceale timido e una bimba bionda, che paiono la materializzazione del sogno americano. La bambina urla nel sonno e tutti le si stringono attorno per consolarla dal brutto sogno; Tom non ha la macchina e la moglie contenta lo accompagna a lavoro con la sua; fanno la colazione allegramente con i cereali nel latte e il papà gestisce tranquillamente un piccolo bar del paese. Peccato che l’ingresso nel locale di due malviventi non sia che il principio di una spirale di violenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.efavata.com/CBM/images/historyViolence_viggo1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.efavata.com/CBM/images/historyViolence_viggo1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;L’acclamato regista canadese &lt;i style=""&gt;David Cronenberg&lt;/i&gt; torna al cinema, a tre anni da SPIDER, adattando una graphic novel di &lt;i style=""&gt;John Wagner&lt;/i&gt; e &lt;i style=""&gt;Vince Locke&lt;/i&gt;. Film complesso questo A HISTORY OF VIOLENCE, sviluppato tramite diversi colpi di scena sfruttati in maniera capillare nell’arco della storia e che ogni volta sembrano volgere la situazione nell’ambito di diversi cliché cinematografici. Il buono che si scopre violento, un passato rimosso che riaffiora gradualmente, personaggi inquietanti che dalla città vengono a sconvolgere la quiete della provincia e la resa dei conti finale, sembrano provenire da tanti altri film, eppure &lt;i style=""&gt;Cronenberg&lt;/i&gt; riesce sempre a prendere di sorpresa lo spettatore grazie ad una resa stilistica assolutamente magistrale. Ma il film non è semplicemente uno sfoggio si stile, perché dietro all’ennesima denuncia della violenza insita dentro ogni individuo, il regista ne sfrutta i connotati più cupi, facendo esplodere la ferocia nelle situazioni più inattese e con modalità disturbanti: nelle scene di sesso, così come negli apparentemente innocui battibecchi liceali, la violenza incombe portando il film e i personaggi ben aldilà della prevedile metamorfosi buono-cattivo, mite-aggressivo. Ne diventa una vera e propria odissea nei meandri di una società, che sia l’allegra famigliola, o la malavita organizzata, che pone inevitabilmente le proprie basi su regole di aggressività verso le quali è impossibile redimersi. Spunto di riflessione comune a tanti grandi pensatori del cinema, questo sincero pessimismo (tanto difficile da accettare nelle sterili discussioni politiche o televisive), è condito in A HISTORY OF VIOLENCE da una dose di ironia e una straordinaria coordinazione narrativa sviluppata per accumuli, e conclusa in uno splendida e sanguinosa resa dei conti finale saggiamente meno inquietante dell’epilogo falso buonista, con il papà che raggiunge la famiglia a cena. Brevi apparizioni dei personaggi interpretati da &lt;i style=""&gt;Ed Harris&lt;/i&gt; e &lt;i style=""&gt;William Hurt&lt;/i&gt;, arricchiscono un film cucito su grandi scene (d’antologia il fratello cattivo che resta chiuso fuori casa nello scontro finale, e cercando le chiavi si espone definitivamente alla pistola di Tom) e vertice della carriera del regista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113562861422008139?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113562861422008139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113562861422008139' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113562861422008139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113562861422008139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2005/12/history-of-violence.html' title='A History of Violence'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113441229972246586</id><published>2005-12-12T19:29:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:23:09.670+01:00</updated><title type='text'>Me and You and Everyone we Know</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.eidersuso.com/share/me_and_you_poster_01.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.eidersuso.com/share/me_and_you_poster_01.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style="font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;**1/2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;p class="MsoNormal" face="verdana" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;di MIRANDA JULY&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" face="verdana" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con MIRANDA JULY, JOHN HAWKES&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;Ambientato nella provincia americana, vede districarsi tra le strade noiose e silenziose della città una serie di strampalati personaggi. Protagonisti sono un’aspirante artista tassista per anziani e un commesso di un grande magazzino appena divorziato con due figli. Storie d’amore impossibili, scoperta della sessualità, senso di solitudine, la morte incombente: i temi e lo stile sono quelli classici del cinema d’autore indipendente americano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" face="verdana" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;i&gt;Miranda July&lt;/i&gt; esordisce dietro la macchina da presa, concedendosi anche il ruolo della protagonista, in un film apprezzato e premiato a Cannes e al Sundance Film Festival. Come detto la struttura è quella del cinema indipendente con tanto di colonna sonora perenne, solitudini raccontate con eccesso di ricerca poetica, bambini che si vogliono più furbi e intelligenti degli adulti. La &lt;i&gt;July&lt;/i&gt; mostra del talento in alcuni accenni d’ironia e autoironia, e nella costruzione di alcune scene come quella della prima metaforica passeggiata fuori del magazzino tra i due protagonisti, ma in altri casi non sa dosare gli ingredienti e spesso cade in forzature e brutture, soprattutto nella descrizione dei bambini e nella cucitura delle storie. Grazie anche agli attori il film appare comunque godibile e lontano da alcuni eccessi tradizionali in queste storie dai toni languidi e tristi. Certo si rischia sempre di far gridare al capolavoro ad un pubblico più facilone che si lascia entusiasmare da trucchi stravisti come la sequenza del pesciolino rosso, sebbene sia raccontata con grazia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" face="verdana" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Spesso si ride di gusto e alcuni piccoli personaggi sono ben raccontati ma a mancare forse è il coinvolgimento vero e proprio, e sono infatti gli aspetti più drammatici ad essere smorzati e non si sa quanto volontariamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" face="verdana" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Esordio promettente ma che non lascia capire fino in fondo quanto ci sia di un piglio sincero e garbato nel raccontare una realtà quotidiana, e quanto invece di maniera e voglia di sorprendere artificiosamente sulle stranezze della vita.&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Svevo Moltrasio   &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113441229972246586?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113441229972246586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113441229972246586' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113441229972246586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113441229972246586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2005/12/me-and-you-and-everyone-we-know.html' title='Me and You and Everyone we Know'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113441184689672808</id><published>2005-12-12T19:19:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:24:23.713+01:00</updated><title type='text'>Broken Flowers</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://adorocinema.cidadeinternet.com.br/filmes/broken-flowers/broken-flowers-poster01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://adorocinema.cidadeinternet.com.br/filmes/broken-flowers/broken-flowers-poster01.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BROKEN FLOWERS&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;   &lt;p class="MsoNormal" face="arial" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;di JIM JARMUSH&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;             &lt;p class="MsoNormal" face="arial" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con BILL MURRAY, SHARON STONE, JESSICA LANGE &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;Maturo e svogliato dongiovanni, Don, appena lasciato dalla ragazza, riceve una lettera anonima in carata rosa dall’inaspettato contenuto: una sua vecchia fiamma gli annuncia la paternità di un ragazzo di diciannove anni. Apparentemente poco coinvolto dalla notizia si fa convincere dal vicino di casa, aspirante detective casalingo, ad intraprendere un lungo viaggio alla ricerca delle sue vecchie amanti per svelare l’identità del figlio.&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Ritorno al lungometraggio per &lt;i style=""&gt;Jim Jarmusch&lt;/i&gt; dopo le scenette noiose e sconclusionate di COFFE &amp; CIGARETTES. Nell’affrontate questo anomalo road movie, il regista americano, adopera il suo ormai celebre stile fatto di silenzi, lentezze e ironia surreale e grottesca. Un road movie come detto, con innesti di commedia e accenni di giallo, per una trama dall’apparenza esile e che pare costruita per risaltare le doti istrioniche di &lt;i style=""&gt;Bill Murray&lt;/i&gt;, qui al meglio, ma che nasconde invece una sensibile rilettura del sogno americano con sincera amarezza. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blogs.indiewire.com/twhalliii/broken%20flowers.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://blogs.indiewire.com/twhalliii/broken%20flowers.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio che compie Don è sviluppato attraverso l’incontro con cinque donne in passato legate sentimentalmente a questo anomalo casanova. Ed è nel tratteggio di queste realtà della provincia americana che, dietro a situazioni divertenti, si&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;viene a contatto con una malinconia e un senso di inappagamento nei confronti della vita e dell’armonia familiare che lascia il segno. Ognuna delle cinque donne che Don rincontra ha provato coraggiosamente a costruirsi una vita: chi crescendo la figlia da sola, chi sposando il classico americano medio borghese, chi rifugiandosi nell’esoterismo o nella vita di strada, arrivando fino a chi invece ha trovato la morte in giovane età; tutte hanno però in comune un irrisolto senso di sconfitta. Il protagonista si accosta a queste vite senza giudicarle e sembra esserne distaccato, con la crescente ossessione di scovare il figlio potenzialmente nato da ognuna delle donne. Anche lui, terminato il viaggio e ritornato a casa, si riscoprirà il prodotto di una vita vuota e saranno ormai vani, goffi e tardivi i tentativi di cambiamento. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" face="arial" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" face="arial" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Lo svolgimento del film se all’inizio, con l’amico di colore che convince il protagonista a partire, rischia di far trasparire il manierismo che avvolte affligge &lt;i&gt;Jarmush&lt;/i&gt;, con il passare dei minuti, e con la struttura ben definita del viaggio (macchina, strade, protagonista femminile, dissolvenza in nero e daccapo), acquisisce scioltezza e permette di chiudere un occhio su qualche inutile vezzo narrativo (come le scene di sogno), dando vita ad una storia che si diverte su ogni piccolo particolare e con un finale in sospeso e amaro.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113441184689672808?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113441184689672808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113441184689672808' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113441184689672808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113441184689672808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2005/12/broken-flowers.html' title='Broken Flowers'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113347227068133734</id><published>2005-12-01T22:19:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:24:51.256+01:00</updated><title type='text'>Tutti i Battiti del Mio Cuore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/tuttiibattitidelmiocuore_04.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/tuttiibattitidelmiocuore_04.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Jacques  Audiard&lt;/span&gt;&lt;o:p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;/o:p&gt;         &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con Romain Duris; Niels Arestup&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;Quasi trentenne Tom lavora nel campo immobiliare svolgendo operazioni losche e non completamente a norma di legge; del tutto illegali e sanguinose sono invece le azioni che lo vedono protagonista sotto richiesta del padre spesso bisognoso di aiuto. Giorno dopo giorno sembra destinato ad una vita poco onesta e condannato al ruolo di comprimario, ma la rinascente passione per la musica e la sua abilità con il pianoforte, dono ereditato dalla madre scomparsa, lo spingono ad un moto di orgoglio e alla ricerca di un’esistenza migliore.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/tuttiibattitidelmiocuore_05.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/tuttiibattitidelmiocuore_05.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;A distanza di quattro anni da SULLE MIE LABBRA, &lt;i style=""&gt;Jacques Audiard&lt;/i&gt; , promettente regista francese, torna al cinema sempre con una sceneggiatura scritta insieme al romanziere &lt;i style=""&gt;Tonino Benacquista&lt;/i&gt;. I toni e le atmosfere richiamano quelle del film precedente, tra il noir e un cinema di spaccato sociale, con ambienti spesso immersi nell’oscurità e personaggi apparentemente senza scrupoli. Con il procedere del film spicca la figura di Tom, protagonista di questa storia, che con il passare dei minuti si dimostra essere molto più fragile e solo di quanto si possa immaginare dalle scorribande iniziali che lo vedono coinvolto in un terzetto di autoritari agenti immobiliari. Le sfumature costruite attorno a questo malinconico protagonista, destinato ad una vita di secondo piano e di eterno comprimario, insieme all’abile caratterizzazione dei personaggi di contorno, cui &lt;i style=""&gt;Audiard&lt;/i&gt; sa dare spessore con poche scene (vedi l’insegnante orientale di pianoforte, il padre e l’amante di Tom), rendono al racconto un valore inaspettatamente struggente ben marcato dal bellissimo epilogo. E lo stile del regista sa essere teso e nervoso al punto giusto, al servizio di una solida sceneggiatura che avvolte si diverte a seguire piccole divagazioni come nel caso della ragazza del boss russo. Un cinema originale che da modo di costruire personaggi interessanti e mai banali, e di mettere in luce un attore come &lt;i style=""&gt;Romain Duris&lt;/i&gt; dal promettente futuro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113347227068133734?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113347227068133734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113347227068133734' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113347227068133734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113347227068133734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2005/12/tutti-i-battiti-del-mio-cuore.html' title='Tutti i Battiti del Mio Cuore'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113347190576033624</id><published>2005-12-01T22:15:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:25:35.160+01:00</updated><title type='text'>Crash - Contatto Fisico</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/crash.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/crash.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Paul Haggis&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;con Don Cheadle; Matt Dillon; Thandie Newton&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sviluppato nell’arco di due giorni, CRASH-CONTATTO FISICO, vede alternarsi tra le strade di una marcatamente cosmopolita Los Angeles i destini di numerosi personaggi: un procuratore distrettuale con moglie depressa, un presentatore televisivo con consorte maltrattata da un poliziotto razzista, una coppia di ladruncoli neri, un fabbro malinconico con bambina, due amanti colleghi detective e via dicendo. Storie che s’incrociano, si separano e si riuniscono con malinconico progredire.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/crash_01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/crash_01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lo sceneggiatore &lt;i&gt;Paul Haggis&lt;/i&gt; (suo lo script del pluripremiato MILLION DOLLAR BABY) ha scelto uno spaccato corale per l’esordio dietro la macchina da presa: in due ore tiene le redini di un racconto dall’intreccio complesso e forzatamente poetico. Dietro a queste storie di ordinaria frustrazione e violenza si nasconde incombente il gioco del destino che nella seconda parte del film ribalta le situazioni e i personaggi, così che il poliziotto razzista, che poi si scoprirà figlio di un bianco datore di lavoro per operai neri, salva la vita alla donna che aveva maltrattato; il poliziotto buono ammazza incautamente un ladruncolo; il mite presentatore televisivo tira fuori il coraggio e quasi si fa sparare dai poliziotti; un criminale scopre di avere un cuore e libera dei prigionieri clandestini, ecc. Ma è proprio questo schematismo ad indebolire un film che già nella prima parte mostra un’evidente carenza sia nella regia di &lt;i&gt;Haggis&lt;/i&gt;, con tanto di inutile fotografia sgranata, primi&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/crash_06.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/crash_06.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; piani ad effetto e colonna sonora ingombrante, quanto nella sceneggiatura che mostra la corda sin dal principio con ridondanze sul tema del razzismo e delle fragilità dei personaggi. Troppo spesso e ingiustificatamente assistiamo a stati di depressione ed improvvisi scoppi d’ira, tanto che nelle scene frequenti di litigio sembra di essere in un film di &lt;i&gt;Gabriele&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Muccino&lt;/i&gt; e il gran cast può farci poco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-family: verdana; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Inutile citare le varie fonti d’ispirazione, vedi la costruzione ad incastri che proviene da &lt;i&gt;Altman &lt;/i&gt;o l’amarezza dei personaggi, vittime e carnefici allo stesso tempo, che richiama alla memoria &lt;i&gt;Eastwood&lt;/i&gt;. Anche se qualche buona scena ci sarebbe pure, a mancare qui è il dramma vero, tutto sa di costruito e di lezioncina buona per un pubblico ingenuo. Neanche a dirlo incredibilmente sopravvalutato dalla critica italiana.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113347190576033624?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113347190576033624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113347190576033624' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113347190576033624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113347190576033624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2005/12/crash-contatto-fisico.html' title='Crash - Contatto Fisico'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113302923659790628</id><published>2005-11-26T19:19:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:26:11.760+01:00</updated><title type='text'>Oliver Twist</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/oliver.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/oliver.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di ROMAN POLANSKI&lt;/span&gt;&lt;o:p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;/o:p&gt;          &lt;p class="MsoNormal" face="verdana" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;con BARNEY CLARK; BEN KINSLEY&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;Nuovo adattamento cinematografico del romanzo di &lt;i style=""&gt;Charles Dickens&lt;/i&gt; sull’orfanello più famoso della letteratura. Protagonista il piccolo Oliver che vive mille peripezie tra l’orfanotrofio e la Londra del diciannovesimo secolo. Nel suo difficile viaggio entrerà in contatto con loschi individui come l’ebreo Fagin e i suoi ladruncoli e il criminale Sikes, ma anche con oneste persone che lo sapranno guidare verso una vita migliore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;          &lt;p class="MsoNormal" face="verdana" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/oliver-twist-2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/oliver-twist-2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Autore particolare &lt;i style=""&gt;Roman Polanski&lt;/i&gt; e caso raro nella cinematografia in quanto regista, ormai da quattro decenni,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;con una filmografia che annovera film di ogni genere senza cadute di stile (forse unica eccezione l’irrisolto LA NONA PORTA). Eppure il grande pubblico e una certa critica, che troppo spesso si sbarazza frettolosamente di alcuni film e autori, lo hanno riscoperto solo dopo i premi a IL PIANISTA, e con questo ultimo lavoro già sembra essere ritornato in voga il ridimensionamento. Dunque che cosa manca a questa versione di OLIVER TWIST?&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/polanski.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/polanski.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Forse il romanzo di &lt;i&gt;Dickens &lt;/i&gt;gode di eccessiva fama, andando a leggere le altre opere dell’autore inglese si possono trovare mondi più affascinanti e personaggi ben più sfumati che nel libro in questione in cui l’inquietante Fagin e il pericoloso Sikes sono marcatamente il lato oscuro della Londra vittoriana, contrapposti al buon signor Brownlow che, quasi avvolto da un’aureola luminosa, aiuta il piccolo Oliver ad uscire dalla vita peccaminosa cui era costretto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;i style=""&gt;Polanski &lt;/i&gt;resta piuttosto fedele allo svolgimento del romanzo ma se in partenza, con l’orfanotrofio fino al viaggio verso Londra, sembra arrancare alla ricerca di una chiave di lettura personale, è proprio con l’arrivo di Oliver nella capitale inglese che riesce a dare il meglio raccontando, come già avvenuto ne IL PIANISTA, un mondo crudele e ingiusto senza facili e inutili giudizi e attraverso gli occhi innocenti di un protagonista incapace di decifrarne le regole. Hanno molto in comune l’ebreo Wladyslaw Szpilman e il piccolo Oliver, entrambi sballottati tra miserie e violenze, tra piccole camere sudice e case accoglienti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;          &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;E lo stile di &lt;i style=""&gt;Polanski&lt;/i&gt; è come sempre sapientemente sobrio, senza inutili virtuosismi sa darci una visione di Londra anche visivamente straordinaria, ponendo l’attenzione sulle figure più scure del romanzo di &lt;i style=""&gt;Dickens&lt;/i&gt; riuscendo a non cadere nella facile contrapposizione tra bene e male più marcata nel libro. Meritano una citazione le tre scene di morte (Nancy, Sikes e Fagin) assolutamente magistrali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Peccato che pubblico e critica, come detto, siano stati piuttosto tiepidi.  &lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113302923659790628?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113302923659790628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113302923659790628' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113302923659790628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113302923659790628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2005/11/oliver-twist.html' title='Oliver Twist'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113302876921468696</id><published>2005-11-26T19:07:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T17:26:58.306+01:00</updated><title type='text'>Il Sole</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/sole.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/sole.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;voto &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di ALEKSANDER SOKUROV&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;       &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: verdana;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;con ISSEI OGATA; ROBERT DAWSON&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: verdana;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Agosto del 1945 il Giappone dopo aver vissuto la tragedia di Hiroshima, tallonato dalle truppe americane, vive la resa dalla voce dell’imperatore Hirohito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: verdana;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Trama più che scarna per il nuovo film di &lt;i style=""&gt;Aleksandr Sokurov&lt;/i&gt; regista originale e dall’inconfondibile tocco. IL SOLE chiude quella che è la trilogia sui potenti del Novecento dopo il Lenin di TAURUS e l’Hitler di MOLOCH.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: verdana;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Da sempre ossessionato e interessato a raccontare la storia, &lt;i style=""&gt;Sokurov&lt;/i&gt; la osserva nei modi più impensabili e affascinanti. In ARCA RUSSA ha raccontato tre secoli della grande Russia in un unico piano sequenza, magnificando ogni singolo particolare incontrato in quello straordinario viaggio all’interno del museo dell’Ermitage. Oggi, sulla falsa riga di MOLOCH, ne IL SOLE racconta le inquietudini dell’imperatore Hirohito, specchio di un intero paese, con una cadenza diluita fino all’inverosimile e soffermandosi su ogni minimo movimento del protagonista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: verdana;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/il%20sole%202.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/il%20sole%202.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grande parte del film è svolta negli interni del rifugio dell’imperatore, unico edificio ancora in piedi del Giappone devastato dalle bombe nemiche; ambienti spogli e lugubri con pochi personaggi ingobbiti e stanchi. Fuori non va meglio, le macerie sono ovunque e un triste sole grigio non riesce ad illuminare il paesaggio. Si respira un’aria di morte e rassegnazione contrapposta alla forte svolta interiore di Hirohito pronto a rinunciare alla propria natura divina per il bene del paese. Coprotagonisti della vicenda sono gli americani e il generale MacArthur che nei duetti con l’imperatore giapponese, le scene più belle del film, da vita alla resa quotidiana delle grandi pagine della storia tanto cara e ricercata da &lt;i style=""&gt;Sokurov&lt;/i&gt;. Ed è proprio nella contrapposizione con i militari statunitensi che escono fuori gli aspetti più affascinanti e imprevisti di questo imperatore buffo e chapliniano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: verdana;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La ricerca formale del regista è ormai nota, basti pensare al già citato e sofisticato piano sequenza di ARCA RUSSA, ma mai fine a se stessa. Qui i tempi si dilatano a dismisura, per questo il film non è di facile accesso né per tutti i gusti, e i movimenti sono come rallentati all’interno di inquadrature ricercatissime (è lo stesso &lt;i style=""&gt;Sokurov&lt;/i&gt; a curare la fotografia) e perlopiù statiche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: verdana;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La storia è la protagonista assoluta, con i personaggi e gli avvenimenti che hanno segnato il percorso del pianeta, incastonata in una dimensione sospesa del tempo, come in un sogno grigio e oscuro ma carico di malinconia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: verdana;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style=""&gt;                                                                                &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;                                                       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;                                      &lt;/span&gt;                              &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;                &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113302876921468696?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113302876921468696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113302876921468696' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113302876921468696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113302876921468696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2005/11/il-sole.html' title='Il Sole'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113284460187917998</id><published>2005-11-24T15:56:00.000+01:00</published><updated>2005-12-01T22:25:57.610+01:00</updated><title type='text'>I fratelli Grimm e l'Incantevole Strega -recensione-</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/Brothers%20Grimm%20poster.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/Brothers%20Grimm%20poster.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;di TERRY GILLIAM&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;   &lt;p class="MsoNormal" face="georgia" style="text-align: justify;"&gt;con MATT DAMON; HEAT LEDGER; MONICA BELLUCCI.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Primi dell’Ottocento, le truppe francesi di Napoleone hanno invaso le campagne della Germania. Tra streghe e bambini rapiti si diffondono nei villaggi dei poveri contadini angosce e paure, a chi chiedere aiuto? Ma a Jill e Jake Grimm, fratelli valorosi abituati a combattere ogni sorta di maleficio e a guadagnarsi da vivere vagabondando per i campi in cerca di comunità da salvare. Peccato siano dei truffatori e che le loro coraggiose gesta siano frutto di messe in scena ben congegniate con tanto di collaboratori, trucchi ed effetti speciali. Ai francesi non va giù questo panico collettivo ed ecco che dopo aver arrestato i due fratelli, pena la morte, li spediscono in missione nel tentativo di sbrogliare un ultimo intrigato mistero. Non tutto filerà liscio e questa volta senza trucchi. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/matt_damon1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/matt_damon1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’idea originale che fa da tappeto narrativo nel nuovo film di &lt;i style=""&gt;Terry Gilliam&lt;/i&gt;, sono i piccoli eventi che si manifestano nell’ultima missione che vede coinvolti i celebri fratelli, episodi che richiamano alla memoria le numerose favole scritte dai veri Grimm, qui romanzate e messe per iscritto nel diario aggiornato ogni giorno dal più credulone dei due fratelli. Sarà proprio quel diario la teca delle note storie di cappuccetto rosso e compagnia. Se lo spunto di partenza potrebbe essere affascinante, il film si avvale però di una sceneggiatura frammentata dove l’intreccio di base, che vede lo svolgimento della storia con protagonista la strega &lt;i style=""&gt;Monica Bellucci&lt;/i&gt;, qui al suo ennesimo ruolo marginale fuori dalle produzioni italiane, è banale e ripetitivo. L’alternarsi delle brevi citazioni favolistiche, vedi la già citata cappuccetto rosso ma anche l’omino di marzapane e via dicendo, se da un lato permettono a &lt;i style=""&gt;Gilliam&lt;/i&gt; di elaborare, grazie al suo talento visivo, scene ben congegnate dall’altro contribuiscono a rendere fortemente altalenante il percorso del film.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" face="verdana" style="text-align: justify;"&gt;Siamo appena usciti dalla trilogia del SIGNORE DEGLI ANELLI e nell’imbatterci nuovamente con foreste dagli alberi che si muovono minacciosi e torri&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sovrastanti si ha un senso di stanchezza, e come atmosfere non siamo lontani dal più vecchio IN COMPAGNIA DEI LUPI di &lt;i style=""&gt;Neil Jordan&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Certo non si può dare la colpa a &lt;i style=""&gt;Gilliam&lt;/i&gt;, regista dall’indubbio talento ma che viene da un periodo di disavventure (vedere il recente documentario LOST IN LA MANCHA), qui costretto a confezionare dignitosamente un prodotto commissionato dagli studios hollywodiani in cui non convince neanche la sua abituale direzione degli attori sopra le righe, così che tutti gli interpreti appaiono fuori parte (in testa il protagonista &lt;i style=""&gt;Matt Damon&lt;/i&gt;).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;                                                                                      &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113284460187917998?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113284460187917998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113284460187917998' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113284460187917998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113284460187917998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2005/11/i-fratelli-grimm-e-lincantevole-strega.html' title='I fratelli Grimm e l&apos;Incantevole Strega -recensione-'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113284344419368630</id><published>2005-11-24T15:43:00.000+01:00</published><updated>2005-12-01T22:26:14.246+01:00</updated><title type='text'>La Tigre e la Neve -recensione-</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;di ROBERTO BENIGNI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;br /&gt;con ROBERTO BENIGNI; NICOLETTA BRASCHI; JEAN RENO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/la%20tigre%20e%20la%20neve2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/la%20tigre%20e%20la%20neve2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Attilio, docente universitario e apprezzato poeta, è follemente innamorato di Vittoria e come in tutte le più belle storie non pare sia contraccambiato, anzi lei sembra piuttosto stufa del suo fare appiccicoso. Quando la donna verrà ferita a Bagdad dove si era recata per lavoro, l’amore di Attilio saprà andare oltre i limiti di questo mondo, e sfidando la morte raggiungerà l’amata nella città centro della recente guerra, in cui povertà e distruzione sono all’ordine del giorno. Resterà accanto a Vittoria morente e contribuirà non poco al suo difficile futuro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Benigni, dopo lo sfortunato episodio di PINOCCHIO, torna ai sui temi cari, almeno gli stessi de LA VITA E’ BELLA e che l’hanno reso famoso in mezzo mondo: l’amore tra gli individui che vince qualsiasi tragedia umana e la fiducia nella bellezza dell’espressione artistica. Anche la struttura ricorda da vicino il pluripremiato film sull’olocausto, con una prima parte giocosa che fa da preludio al dramma che si sviluppa nella seconda e che vede il personaggio Benigni darsi da fare tra le irrazionalità del mondo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/la%20tigre%20e%20la%20neve.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/200/la%20tigre%20e%20la%20neve.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Caso anomalo della cinematografia, &lt;i style=""&gt;Benigni&lt;/i&gt; continua ad appassionare una grande fetta di pubblico e critica grazie alla sua nota straripante vis comica, e nonostante dimostri con il passare degli anni un’imbarazzante incapacità di conoscenza del linguaggio cinematografico. Da un comico televisivo non ci si aspetta un film rigoroso dal punto di vista formale, e l’attore toscano con saggezza se ne tiene volontariamente lontano, ma il voler raccontare temi e situazioni che richiederebbero una grande padronanza del mezzo rischia di infilare i film di &lt;i style=""&gt;Benigni&lt;/i&gt; in una serie di situazioni dall’effetto indesiderato. Non è facile svolgere una lunga parte della storia all’interno di una sola stanza, con due personaggi di cui uno in coma, senza saper trovare dalla sceneggiature situazioni che rinnovino l’attenzione del pubblico o altrimenti abilità registiche che sappiano sopperire a relative carenze di scrittura. In più la comicità di &lt;i style=""&gt;Benigni&lt;/i&gt;, geniale in televisione, al cinema è ormai sempre più pasticciata e prevedibile, tanto che le sue gag ormai più della risata rischiano il ridicolo così come le sue innocue parabole buoniste. Del cinismo surreale e della fisicità trasportante del comico al cinema non ce n’è ormai che l’ombra, e il suo ostinato modo di dirigere &lt;i style=""&gt;Nicoletta Braschi&lt;/i&gt;, attrice che in altre mani ha mostrato di avere talento, in pose pietrificate ha ormai davvero stufato. C’è il rischio, non raro in Italia, che alla lunga anche i più affezionati vengano a noia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Batang;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;                                                                                &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Svevo Moltrasio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113284344419368630?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113284344419368630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113284344419368630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113284344419368630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113284344419368630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2005/11/la-tigre-e-la-neve-recensione.html' title='La Tigre e la Neve -recensione-'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19121562.post-113240378229293289</id><published>2005-11-19T13:33:00.000+01:00</published><updated>2005-11-23T14:23:56.930+01:00</updated><title type='text'>Nasce SPETTACOLO ROMANO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/1600/roma%20di%20notte%20TITOLO.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/roma%20di%20notte%20TITOLO.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sulla scia dell'informazione di Corriere Romano nasce il sito dedicato allo spettacolo. Cinema, teatro, tutti gli appuntamenti offerti dalla capitale si potranno trovare su Spettacolo Romano.&lt;br /&gt;Recensioni di anteprime di film nei cinema romani, spettacoli teatrali e concerti, questo e tanto altro nel sito d'informazione dello spettacolo a Roma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19121562-113240378229293289?l=spettacoloromano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/feeds/113240378229293289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19121562&amp;postID=113240378229293289' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113240378229293289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19121562/posts/default/113240378229293289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettacoloromano.blogspot.com/2005/11/nasce-spettacolo-romano.html' title='Nasce SPETTACOLO ROMANO'/><author><name>Romano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17442974775859033063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='26' src='http://photos1.blogger.com/blogger/5918/1846/320/titolissimopiccolo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
